"Blocco navale", stretta sull'uso dei cellulari nei Cpr, giro di vite sulle espulsioni e sui rimpatri. Il Consiglio dei ministri ieri ha approvato il ddl Migranti: "Con il disegno di Legge proposto oggi dal Governo stiamo dando attuazione al nuovo Patto Migrazione e Asilo, adottato dall'Ue grazie al fondamentale contributo dell'Italia. Nel provvedimento abbiamo previsto inoltre una serie di misure per rafforzare le espulsioni e garantire maggiore incisività nella gestione dei flussi migratori. È prevista anche la possibilità di vietare l'ingresso nelle nostre acque territoriali per motivi di sicurezza nazionale. I confini dell'Italia sono i confini dell'Europa. Difenderli è un dovere", è stato il commento del ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. Una serie di norme che dopo l'approvazione dei Paesi sicuri fa impazzire le Ong. "Dopo la Legge Piantedosi e il Decreto Flussi arriva un'altra stretta al soccorso civile nel Mediterraneo da parte del Governo Meloni. Un insieme di misure che non mirano a governare i flussi di persone in movimento, ma a colpire e bloccare le navi umanitarie con il risultato di aumentare il numero di chi perde la vita in mare". Lo si legge in una nota congiunta delle ong Alarm Phone - EMERGENCY - Medici Senza Frontiere - Mediterranea Saving Humans - Open Arms - ResQ People Saving People - Sea-Watch - SOS Humanity - SOS Mediterranee. "Il disegno di legge che approderà in Parlamento rischia di fare dell'Italia la prima nel recepire il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, segnando un grave arretramento nelle tutele dei diritti fondamentali. Le nuove norme accelerano procedure di frontiera e rimpatri, ampliano la lista dei cosiddetti "Paesi di origine sicuri" — in cui vengono ricompresi pure Egitto e Tunisia — e facilitano il trasferimento dei richiedenti asilo verso Stati terzi anche senza legami reali. Il risultato è una compressione del diritto d'asilo e il rischio di esporre molte persone a persecuzioni e trattamenti inumani. La strategia del Governo per estromettere le Ong del soccorso in mare dal Mediterraneo si arricchisce di un nuovo capitolo". E ancora: "Dopo le limitazioni operative, i rientri obbligatori dopo un solo salvataggio, l'assegnazione sistematica di porti lontani e le sanzioni contro chi presta assistenza, arriva l'interdizione fino a sei mesi dall'ingresso nelle acque territoriali. Una misura che viola il diritto internazionale e le convenzioni sul soccorso, mettendo in discussione l'obbligo inderogabile di salvare vite umane. Il blocco navale è previsto per casi definiti in modo vago e quindi soggetti ad ampia discrezionalità: se applicato, produrrà meno tutele, più sofferenze per i naufraghi e meno navi pronte a intervenire in mare. Troviamo inaccettabile che il Governo consideri una minaccia alla sicurezza nazionale le persone che rischiano di annegare nel Mediterraneo e le persone che tentano di salvarle. Queste norme non rendono lo Stato più sicuro. A mettere in pericolo lo Stato di diritto è invece il Governo che sceglie di sospendere la legalità nelle città e in mare, di limitare il diritto d'asilo, di criminalizzare chi manifesta o chi salva vite. La stessa Europa, con la lista dei Paesi cosiddetti sicuri e con le novità introdotte dal Patto migrazione e asilo che entrerà in vigore a giugno, cambia natura: non più luogo di pace e di diritti, ma "continente fortezza", che punta su esternalizzazione delle frontiere e forti restrizioni a tutele e diritti dei migranti, compreso quello all'asilo per le persone in movimento. Le ONG continueranno a operare nel rispetto del diritto internazionale per prestare soccorso e salvare vite umane, senza girarsi dall'altra parte. La stessa ambizione che dovrebbero avere anche l'Europa e gli Stati membri, senza eccezioni". Una delle principali novità è connessa al 'blocco navale'. In quest'ottica il ddl Migranti introduce la possibilità di interdizione di durata non superiore a trenta giorni, prorogabile di un altro mese, fino a un massimo di sei mesi, dell'attraversamento del limite delle acque territoriali, nei casi di "minaccia grave per l'ordine pubblico o la sicurezza nazionale, intesa come rischio concreto di atti di terrorismo o di infiltrazione di terroristi sul territorio nazionale, pressione migratoria eccezionale tale da compromettere la gestione sicura dei confini, emergenze sanitarie di rilevanza internazionale ed eventi internazionali di alto livello che richiedano l'adozione di misure straordinarie di sicurezza". L'interdizione, in particolare, è disposta con delibera del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell'Interno. I migranti eventualmente a bordo di imbarcazioni sottoposte all'interdizione possono essere condotti anche in Paesi terzi diversi da quello di appartenenza o provenienza con i quali l'Italia ha stipulato appositi accordi o intese che ne prevedono l'assistenza, l'accoglienza o il trattenimento in strutture dedicate, dove operano organizzazioni internazionali specializzate nei settori della migrazione e dell'asilo, anche ai fini del rimpatrio nel Paese di appartenenza. Sono previste sanzioni in caso di violazione.
Perquisizioni anche negli uffici di manager non indagati, centinaia di milioni non dichiarati
Il campione ucraino abbinava leggerezza ed estetica del gesto tecnico a una spietatezza feroce sotto porta: il 7 che diventa icona e simbolo rossonero, arrivando a eguagliare van Basten.
La Spagna sostiene nuovo debito comune e un’Europa a più velocità. Il premier spagnolo non parteciperà al pre-vertice promosso da Italia, Germania e Belgio
Madrid ha protestato formalmente con Roma per la riunione ristretta di leader Ue che si è svolta stamani, giovedì 12 febbraio, prima del vertice informale dei 27 in Belgio, lamentando il mancato invito al premier spagnolo Pedro Sanchez . Secondo fonti dell'esecutivo di Madrid, riprese da Efe, "questo tipo di iniziative minano i principi fondamentali dell'Unione europea" e rischiano di allontanare, anziché avvicinare, soluzioni condivise. Il pre-vertice è stato promosso - ha ricordato Efe - dal cancelliere tedesco, Friedrich Merz, dalla premier italiana Giorgia Meloni e dal primo ministro belga, Bart de Wever. "C'è sicuramente un motore tedesco-italiano sui temi, rafforziamo la cooperazione bilaterale con la Germania, ma non è qualcosa che si fa contro qualcuno altro. La Francia era al tavolo sulla competitività. Il ruolo di Merz è molto positivo e sono grata perché stiamo facendo un buon lavoro", aveva risposto ai giornalisti Giorgia Meloni a chi le chiedevano della vicinanza di posizioni con Berlino. Subito dopo il premier aveva anche detto che l'Unione europea " deve scegliere ", andando nella direzione di limitare " l'iper regolamentazione ", quella "burocrazia che sta ampiamente superando il proprio ruolo". Di qui l'appello a "semplificare". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46313967]] Al pre-vertice europeo, promosso da Italia, Germania e Belgio , hanno partecipato la Commissione europea, Austria, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Grecia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Svezia e Ungheria. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46314102]]
Buonfiglio "Dietro le medaglie c'è il lavoro e l'impegno di tante persone"
La corsa in ospedale, i pensieri di una madre – “Fede dovrebbe farla finita con lo sci e con le gare” – per la figlia stesa su una barella. Poi l’operazione, l’attesa, il responso dei medici: “Ho fatto un bel puzzle. Era un disastro“. Per gentile concessione della casa editrice, ilFattoQuotidiano.it pubblica un estratto del […] L'articolo “Non so cosa succederà domani, non so se Federica riuscirà a mettere gli sci”: la madre di Brignone racconta il giorno dell’infortunio proviene da Il Fatto Quotidiano .
È un tributo alla più grande vittoria sportiva di Borgo Panigale, ha una personalità da café racer ed è destinata a diventare un oggetto da collezione. L’ultimo gioiello Ducati arriverà in primavera e sarà prodotto in soli 873 esemplari
Scodinzola, gironzolando per l’aeroporto a caccia di valuta illecita. Un quattro zampe dal notevole fiuto, che merita una medaglia d’oro per le indubbie capacità olfattive. Il “cash dog”, il cane che annusa i soldi, ha fatto decisamente il suo dovere: Yakisoba, chiamato familiarmente Yaki, in forza alla Guardia di Finanza di Orio al Serio, solo nel 2025, ha intercettato allo scalo “Il Caravaggio” qualcosa come 6,2 milioni di euro in contanti. Banconote che passeggeri di ogni continente hanno cercato di far entrare o uscire illecitamente dall’Italia. Le Fiamme Gialle e il personale dell’Agenzia delle dogane e dei Monopoli, con il supporto olfattivo del prezioso animale, dopo avere rilevato le rotte più utilizzate per la movimentazione transfrontaliera illecita di denaro, hanno proceduto attraverso controlli mirati e sanzionato oltre 530 persone che hanno tentato di far entrare, in maniera illegale, valuta in sedici diverse monete aventi corso legale in vari Paesi. Per celebrare, come merita, il protagonista di questa vicenda abbiamo sentito il capitano, Chiara Evangelista, comandante della Compagnia Guardia di Finanza all’aeroporto bergamasco. «Il nostro amico Yaki, che ci dà una mano fondamentale nel nostro lavoro quotidiano, è uno splendido pastore tedesco a pelo grigio di quattro anni. È stato formato nell’apposita scuola delle Fiamme Gialle a Castiglione del Lago (Umbria). L’addestramento dura sei mesi e per il cane rappresenta un gioco quotidiano: annusa più volte un panno (manicotto) intriso di banconote triturate, in un mix di cellulosa e inchiostro. Giorno dopo giorno il suo olfatto verso il denaro in contanti cresce ed oggi è un vero campione nel suo ambito». Ma vediamo l’operatività del meticoloso quattro zampe. «In Italia», continua la Evangelista, «ci sono circa venti esemplari di cani anti-valuta presenti negli aeroporti, che possono poi agire sul territorio in caso di necessità per situazioni di riciclaggio. Yaki è con noi quotidianamente per circa sei ore, durante le quali svolge la mansione di “annusa soldi”». Elemento fondamentale per la buona riuscita delle operazioni è il grande rapporto di simbiosi che si viene a creare tra il cane e il suo conduttore. Un legame di totale complicità e, come ovvio, fiducia reciproca». Il conduttore di Yaki, il brigadiere capo “qualifiche speciali” Alessandro Caldarelli, è entusiasta del loro feeling: «È davvero un piacere avere Yaki come compagno di giornata. Ci posizioniamo più spesso nel settore partenze dello scalo, senza di certo tralasciare la zona uscite. Giriamo insieme e quando annusa un ingente quantitativo di banconote accelera il passo, supera il passeggero da controllare e si piazza davanti a lui bloccandolo. Ha un fiuto eccezionale. Durante lo scorso anno abbiamo raggiunto la cifra record di sequestro e in ogni caso se un giorno non rileviamo nulla di sospetto prepariamo una valigia con denaro dentro e lo facciamo odorare a Yaki, per tenerlo in buon allenamento». Una domanda. Che ricompensa per lui quando scova il denaro illecito? «Guardi, lo premiamo con il suo passatempo preferito, ovvero giocare e masticare la sua pallina di gomma preferita. Si diverte tantissimo». La dottoressa Chiara Evangelista svela anche un dettaglio: «Chi cerca di esportare valuta adotta tecniche innovative, come per esempio posizionare le banconote sottovuoto per eludere l’intervento del cane. Si pensa in questo modo che l’olfatto dell’animale non riesca a percepire le particelle molecolari di inchiostro e cellulosa. Ma il nostro Yaki, dopo alcuni secondi, riesce a stanare pure i soldi sigillati». Un campione. I voli sotto costante osservazione allo scalo bergamasco risultano quelli con destinazione Casablanca (Marocco), Il Cairo (Egitto), Istanbul (Turchia) e Sharjah (Emirati Arabi Uniti), hub di collegamento dell’Occidente con il Medio Oriente, nonché il continente africano. Nonostante i tentativi, anche fantasiosi, di nascondere il denaro, dal più classico doppio fondo nel bagaglio a banconote inserite in flaconi di detergenti, libri o tra gli abiti indossati, l’eccezionale fiuto del cane antivaluta Yakisoba delle Fiamme Gialle ha avuto quindi la meglio. Nel corso delle indagini, tra l’altro, sono stati smascherati passeggeri debitori nei confronti del nostro Erario per circa 4.5 milioni di euro e sono stati sottoposti a sequestro oltre 137.000 euro per l’ipotesi di reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.