Olimpiadi Invernali 2026 in diretta, i risultati delle gare in programma oggi a Milano-Cortina e le medaglie degli italiani il 9 febbraio 2026. Continua a leggere
Bad Bunny è l'artista del momento: si è esibito nel tradizionale intermezzo musicale del Super Bowl, con un look color crema, un omaggio alle sue origini. Continua a leggere
Giappone, la supermaggioranza di Takaichi accende i mercati: in arrivo massicci stimoli fiscali che spingono le borse e affossano lo Yen, mentre Wall Street offre supporto. L'articolo Il Giappone sceglie la spesa: il trionfo della Takaichi lancia il “Takaichi Trade”. Yen debole, borse su e stimoli in arrivo proviene da Scenari Economici .
La linea difensiva blucerchiata è quella di dimostrare l'assenza di presupposti per la squalifica. In caso il deferimento dovesse arrivare dopo l'udienza, sospensione immediata
Il cantante portoricano ha celebrato la storia e la cultura della sua isola, con un messaggio politico di unità a tutta l'America
I giallorossi di Gasperini ricevono i rossoblù allo stadio Olimpico nel 24° turno del campionato italiano
Travisamenti, scudi, petardi, bottiglie incendiarie, fuochi d'artificio, bastoni e striscioni con telai scomponibili. È lo stesso arsenale visto sabato a Milano e dieci giorni fa a Torino. Non improvvisazione, ma preparazione. Dietro gli scontri tra gruppi incappucciati e forze dell'ordine c'è una tattica collaudata, una forma di guerriglia urbana che si ripete, si affina e si tramanda. I black-bloc, infatti, più che un'organizzazione sono un metodo. Una tecnica di azione violenta adottata da militanti dell'area anarchica e autonomista che si inseriscono nei cortei per colpire obiettivi simbolici e pragmatici, ossia, fisici: forze dell'ordine, infrastrutture, istituzioni. Si vestono di nero, coprono il volto, agiscono in gruppo e si disperdono rapidamente. Negli scontri di Milano, come a Torino, lo schema è stato identico. Un primo fronte apparentemente pacifico. Poi la comparsa di gruppi incappucciati con caschi o maschere antigas indossati in pochi secondi e coperti dall'accensione di fumogeni. A seguire parte il lancio coordinato di petardi e razzi, insieme a tentativi di forzare cordoni, imbocchi stradali e aree sensibili. Quando arriva la risposta delle forze dell'ordine scatta la dispersione. I black-bloc si muovono per "affinity group", piccoli nuclei affiatati che si preparano separatamente e si ricongiungono sul terreno con segnali concordati. Studiano i percorsi dei cortei, fanno ricognizioni preventive, individuano vie di fuga, luoghi per occultare materiali e punti di attacco. Alcuni distraggono, altri colpiscono. Altri si occupano di recuperare chi viene bloccato, con le cosiddette manovre di "de-arresto". L'addestramento non avviene in strutture "militari", ma in contesti informali. Palestre politiche, allenamenti in spazi aperti, esercitazioni di resistenza fisica. In Italia, l'area No Tav della Val di Susa è stata più volte indicata dagli investigatori come una «palestra» della guerriglia, dove tecniche poi replicate in città vengono sperimentate sul campo. All'estero, invece, esistono vere e proprie palestre di ispirazione anarchica dove l'allenamento fisico è legato alla militanza politica. Le armi usate sono semplici, ma efficaci. Bastoni, spranghe, tubi metallici, bottiglie di vetro trasformate in molotov. Pietre e mattoni raccolti sul posto, oltre a fuochi d'artificio utilizzati come ordigni rudimentali. Scudi artigianali in legno o plastica rinforzata. Spray urticanti e sostanze irritanti. In alcuni casi coltelli. Ma sempre oggetti comuni convertiti a uso offensivo. In casi più rari, all'estero, si è arrivati anche all'uso di armi da fuoco. Alcuni episodi documentati negli Stati Uniti, che restano eccezioni, mostrano un salto di qualità possibile in questo senso. In Europa, invece, al momento la scelta resta quella di un armamento "povero", facilmente reperibile e difficilmente tracciabile. A Torino, durante gli scontri per Askatasuna, sono state sequestrate anche fionde, martelli, bombe carta e materiali incendiari. A Milano, petardi e fuochi d'artificio sono stati lanciati sopra i binari ferroviari e contro i cordoni di polizia. Il contesto ideologico che muove questi gruppi è noto. Anticapitali.
Nizza Monferrato, la sorella della 17enne uccisa: «La cercavamo disperati e lui era indifferente». Zoe era amica di Matilde Baldi (nella foto), la ventenne che l'11 dicembre 2025 è stata travolta e uccisa da una Porche che gareggiava con un'altra auto
Patrizia de Blanck è morta a Roma all’età di 85 anni. La notizia è stata annunciata dalla figlia Giada attraverso un toccante post su Instagram, accompagnato da una foto che le ritrae insieme.Nel messaggio, Giada esprime il suo immenso dolore: "Con immenso dolore, annuncio la scomparsa di mia mamma, la contessa Patrizia De Blanck. Mia madre è stata una figura iconica, che ha segnato un'epoca di eleganza, romanticismo e autenticità - sottolinea Giada de Blanck - Con lei si chiude un capitolo insostituibile della mia vita e di un'intera epoca. Il suo coraggio, la sua forza e la sua luce vivranno per sempre in me. Ringrazio chi l'ha amata. Riposa in pace, mamma, per sempre nel mio cuore".Patrizia, figlia di Lloyd Dario (ultima discendente della famiglia veneziana proprietaria di Ca' Dario) e dell’ambasciatore cubano Guillermo De Blanck y Menocal, è stata un personaggio noto anche in televisione. Tra le sue apparizioni più celebri: Chiambretti Night nel 2002, L’isola dei famosi nel 2008 e Grande Fratello Vip nel 2020. Giada descrive un legame profondo e unico con la madre: "Con tanta difficoltà scrivo questo messaggio, non ho la forza neanche di parlare. Chi mi conosce sa che per me la mia mamma era tutto - sottolinea ancora Giada de Blanck - Avevamo un rapporto stupendo: era la mia migliore amica, il mio punto di riferimento, la mia vita. Ho dedicato la mia vita a lei con amore, cura, determinazione e dedizione, e tante volte siamo riuscite a vincere insieme e spesso sono riuscita a salvarla".Nonostante gli sforzi estremi, questa volta non è bastato: "Questa volta, nonostante abbia fatto l'impossibile e lottato con tutte le mie forze, non è bastato - aggiunge - Speravo come altre volte che avremmo, da guerriere quali siamo sempre state, vinto anche questa battaglia con la forza dell'amore. Ho affrontato un percorso durissimo e doloroso senza crollare, per me e per lei, cercando di infonderle forza e amore fino all'ultimo". Giada ha scelto la riservatezza totale durante la malattia devastante della madre: "Per scelta ho vissuto tutto nel silenzio e nella riservatezza, in un momento estremamente delicato e terribile per tutte e due proteggendola da tutto, dalla sua devastante malattia e affrontando il dolore lontano da tutti - conclude Giada de Blanck - Sono profondamente segnata da questo percorso difficile e doloroso e dilaniata da una sofferenza che non si può spiegare: con lei se n'è andata una parte di me. Vivrò per due, questa è la promessa. Vivrò per lei, che vive dentro di me e nel mio cuore per sempre. Neanche la morte potrà dividerci".
Esistono al mondo luoghi che possiamo considerare eliche centrifughe di pace, esperienze, esempi di valore universale che remano controcorrente nelle acque agitate della guerra. Il villaggio di Neve Shalom – Wahat Al-Salam (Oasi di pace, in ebraico e in arabo) fondato dal padre domenicano Bruno Hussar nel 1969, che si trova in Israele, a metà […] L'articolo La storia del villaggio Neve Shalom, dove ebrei e palestinesi convivono pacificamente proviene da Il Fatto Quotidiano .
Il giovane è cresciuto fra Nova Milanese e Milano, poi l'approdo allo Skating Rho. A 17 anni si è trasferito in Trentino per potersi allenare
La pattinatrice olimpionica nei 3000 metri: "Non potevo essere la favorita, speravo in un bronzo, ora devo rimanere coi piedi per terra. E quando ho ricevuto i complimenti di Sergio Mattarella e Giorgia Meloni..."