Dal Canto è bastone e carota : "Bene, ma basta presunzione"
"Dovevamo chiuderla prima. Non possiamo avere la paura di essere raggiunti fino al 95’, alla luce di quanto abbiamo espresso...
"Dovevamo chiuderla prima. Non possiamo avere la paura di essere raggiunti fino al 95’, alla luce di quanto abbiamo espresso...
Foppiani (Jones Day): “Serve un equilibrio tra offerta di mercato e alloggi a canone calmierato. Le maggiori opportunità sono nei centri di medie dimensioni” L’articolo Per l’Italia è l’ora di accelerare sullo student housing è tratto da Forbes Italia .
Roberto De Zerbi a vécu dimanche soir un moment compliqué sur le banc de l’Olympique de Marseille, avec une défaite (5-0) face au PSG qui égale sa plus large défaite enregistrée en club professionnel. (…)
Promemoria: a fine novembre la sede del quotidiano La Stampa , a Torino, è stata vandalizzata da un gruppo di manifestanti - un centinaio, riconducibili al centro sociale Askatasuna - che si erano staccati dal corteo organizzato dall’area antagonista al grido di «Free Palestina» e «Giornalisti complici dell’arresto in Cpr di Mohamed Shahin» (l’imam della moschea di San Salvario rinchiuso in un Cpr). Ieri sullo stesso giornale torinese è stato intervistato uno dei leader, nonché uno dei fondatori, del più discusso centro sociale d’Italia: Askatasuna, appunto. Si tratta di Andrea Bonadonna, cinquant’anni. Bonadonna, come ricorda La Stampa, «era al corteo del 31 gennaio, il giorno degli scontri con la polizia». Gli scontri nei quali contro un agente delle Forze dell’ordine è stato utilizzato un martello, per intenderci. «Un episodio che non doveva succedere», ha detto l’attivista, come «ce ne sono stati anche in senso opposto». E in ogni caso «Torino non è mai stata avulsa dai conflitti sociali». Insomma, «voi», l’opinione pubblica, i giornalisti, la politica, «guardate il dito e non la Luna». E la Luna è la «rabbia sociale che c’è, è forte». In pratica sullo stesso quotidiano assalito dal centro sociale poi sgomberato, è andata scena una rivendicazione, con tanto di preannuncio di nuove mobilitazioni, da parte di Askatasuna. «La manifestazione del 31 gennaio aveva un progetto politico chiaro», dice Bonadonna . Quale: la lotta dura e pura al governo di Giorgia Meloni, naturalmente. «Difendere gli spazi sociali. Soprattutto: non accettare il vittimismo e il senso di sconfitta tipico di chi piange sul latte versato». Dalle parole del militante, sembrerebbe che il caos del 31 gennaio fosse stato messo in preventivo dagli organizzatori: «Le persone che erano in piazza erano ben consapevoli di cosa significava quella giornata». E ancora: «Nessuno poteva aspettarsi una passeggiata». Soprattutto: «Adesso credo che il governo ci penserà tre volte prima di sgombrare un altro centro sociale». In ogni caso, ecco la parte più significativa dell’intervista, le iniziative di lotta non si fermeranno: «Askatasuna non sono solo quattro mura, noi rivogliamo quello spazio». In relazione agli scontri di Torino, ieri ci si è messa anche l’Alleanza Verdi Sinistra di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Il partito, infatti, ha pubblicato un manifesto nel quale mette in dubbio la ricostruzione delle Forze dell’ordine su quanto accaduto: «Perché la Polizia ha diffuso una foto di Torino alterata con IA?». A corredo un’immagine con alcuni punti evidenziati che metterebbero in dubbio l’autenticità della foto. Da qui anche l’annuncio di un’interrogazione parlamentare. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46192490]] Peccato che i commenti al post, su Facebook , siano stati tutti solidali con le Forze dell’ordine: «La sinistra contro la polizia... roba da matti»; «Voi non state proprio bene bene...»; «Ma non vi fate schifo?»; «Quindi non esistono le violenze di Torino dei manifestanti contro proprietà privata e polizia?»; «Ma ancora non vi vergognate?». Quando si dice un autogol. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46205416]]
Quattro coppie azzurre per la gara di oggi: appuntamento dalle 10.30 sulla Stelvio di Bormio
La Banca Centrale Cinese inietta 600 miliardi di Yuan per il Capodanno Lunare. Una mossa massiccia per garantire stabilità a banche e famiglie tra bond e buste rosse. L'articolo La Cina apre i rubinetti: massiccia iniezione di liquidità della PBOC in vista del Capodanno Lunare proviene da Scenari Economici .
McSweeney è stato indicato come colui che aveva spinto per la nomina di Peter Mandelson ad ambasciatore Usa
La svolta ai cortei contro il G20 del 2017: da allora nel continente il copione degli scontri è lo stesso. Come pure tanti protagonisti. Le Procure si concentrano sulle attività illegali che forniscono entrate aggiuntive. Lo speciale contiene due articoli. Continua a leggere
(Adnkronos) - La presidente del Consiglio: "Basta doppiopesismo, noi non abbiamo mai chiesto la censura di nessuno"
ROMA (ITALPRESS) – E' morta, all'età di 85 anni, Patrizia de Blanck. Lo ha annunciato la figlia Giada in un post pubblicato su Instagram. “Con immenso dolore – scrive – annuncio la scomparsa di mia mamma, la contessa Patrizia De Blanck. Mia madre è stata una figura iconica, che ha segnato un'epoca di eleganza, romanticismo e autenticità. Con lei si chiude un capitolo insostituibile della mia vita e di un'intera epoca. Il suo coraggio, la sua forza e la sua luce vivranno per sempre in me. Ringrazio chi l'ha amata. Riposa in pace, mamma, per sempre nel mio cuore”. Patrizia De Blanck, figlia di Lloyd Dario, ultima discendente della famiglia veneziana un tempo proprietaria del palazzo Cà Dario, e dell'ambasciatore di Cuba S.E. Guillermo De Blanck y Menocal, è stata anche un personaggio televisivo. Nel 1958 diventa una delle due vallette del programma televisivo Il Musichiere condotto da Mario Riva. Nel 2002 torna in televisione, prendendo parte come ospite fissa a Chiambretti c'è su Rai 2 con Piero Chiambretti, mentre l'anno successivo è ospite fissa di Domenica in condotta da Paolo Bonolis. Nel 2005 partecipa come concorrente al reality show Il ristorante su Rai 1. Nel 2008 partecipa come concorrente alla sesta edizione del reality show L'isola dei famosi, venendo eliminata in semifinale con il 38% dei voti. Nello stesso anno pubblica la sua autobiografia, A letto col diavolo. Nel 2011 interpreta se stessa in Vacanze di Natale a Cortina.Negli anni successivi partecipa come opinionista ai programmi condotti da Barbara D'Urso: Pomeriggio Cinque e Domenica Live. Il 14 settembre 2020 partecipa come concorrente alla quinta edizione del Grande Fratello VIP. -foto Ipa Agency – (ITALPRESS).
Settimana fitta di appuntamenti per il premier, Giorgia Meloni, che al di là delle questioni interne - prima di partire venerdì 13 per la visita ufficiale in Etiopia per il vertice Italia-Africa ad Addis Abeba, giovedì sarà in Belgio. Precisamente ad Alden Biesen, per partecipare al vertice informale Ue sulla competitività. Un incontro per definire una linea comune su deregolamentazione, rafforzamento del mercato unico e centralità del commercio. Al tavolo dovrebbero essere presenti oltre una decina di leader, tra cui quelli di diversi Paesi dell’Est e del Nord Europa. Attesa pure la partecipazione della Commissione Ue. Parigi sarebbe stata invitata, ma il presidente francese, Emmanuel Macron, per ora non ha ancora confermato la sua presenza. Ma prima del vero e proprio vertice Ue, Meloni prenderà parte a un bilaterale (che diventerà a tre con la partecipazione del premier del Belgio che presenzierà all’incontro visto che sarà in terra belga) tra «leader affini» che vedrà sedersi attorni a un tavolo il premier belga, Bart De Wever, e il cancelliere tedesco, Friedrich Merz. Un smacco (l’ennesino si potrebbe dire senza sbagliare, ndr) per l’inquilino dell’Eliseo che ormai viene visto da diversi colleghi europei «molto indebolito» e pronto a lasciare presto il suo incarico. Motivo per cui l’asse franco-tedesca sembra ormai da tempo molto incrinata e sempre meno centrale per la politica europea, mentre - nel contempo- si è rafforzata una nuova asse, quella italo-tedesca. Un duo formato da Merz e Meloni che sembrano avere parecchie affinità tanto che il cancelliere ha deciso di «allearsi» con l’Italia per tentare di ridisegnare il Vecchio Continente in chiave conservatrice, puntando su temi quali la difesa, la migrazione e il commercio. Ricordiamo che il pre-summit s’inserisce nel solco del report sulla competitività dell’ex premier italiano, Mario Draghi e dell’ultimo richiamo fatto l’ex presidente della Bce, lunedì scorso, da Leuven, quando è tornato ad avvertire che di fronte alla corsa di Stati Uniti e Cina, l’Europa ora rischia di diventare «subordinata e deindustrializzata» e deve imboccare la strada di un «federalismo pragmatico», guidato dai Paesi «più lungimiranti». Insomma ora Meloni e Merz si candidano ad essere degli apripista della spinta sulla competitività, come leader delle «due principali nazioni industriali Ue». Roma e Berlino oggi stanno replicando un metodo già sperimentato sul dossier migranti: riunioni preparatorie prima dei vertici Ue - promosse in quel caso da Italia con Danimarca e Paesi Bassi - che nel tempo hanno finito per rappresentare una maggioranza di Paesi membri. Un formato consolidato anche sul fronte economico: i ministri delle Finanze di Italia, Germania, Francia, Spagna, Paesi Bassi e Polonia hanno lanciato di recente il gruppo dei «big six» per accelerare sulla crescita. E la strategia dell’asse italo-tedesco marca una distanza sempre più netta dal protezionismo di Macron incarnato dal Buy European, contro cui si sono schierati anche nordici e baltici (Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi e Svezia), attesi al pre-summit convocato da Meloni e Merz. A lla vigilia del vertice informale di Alden Biesen, l’industria Ue si ritroverà ad Anversa, dove il belga De Wever è pronto a riaffermare la linea. Al summit toccherà poi a Draghi, assieme all’ex premier Enrico Letta, fare il punto sull’attuazione dei loro report, finora rimasti perlopiù su carta. Venerdì, infine, come detto, Il premier Meloni andrà in visita ufficiale in Etipoia per il vertice Italia-Francia dove farà il punto sul “Piano Mattei”. Nel frattempo a Cape Town (Sudafrica) si aprirà da oggi e fino al 12 febbraio «Mining Indaba», il principale evento internazionale dedicato all’attrazione di investimenti nel settore minerario africano, con oltre 10.500 delegati da più di 120 Paesi, 58 ministri africani e 1.450 ceo di compagnie minerarie. Il governo italiano sarà rappresentato dal vice ministro delle Imprese e del Made in Italy, Valentino Valentini. «I minerali critici» ha sottolineato Valenti ni, «sono diventati il nuovo petrolio del XXI secolo. Chi controlla queste filiere controlla la transizione energetica, la competitività manifatturiera e la sicurezza tecnologica. Per questo l’Italia, sta costruendo una strategia di diversificazione degli approvvigionamenti che mette al centro la collaborazione con i paesi africani». L’appuntamento sudafricano arriva a pochi dalla riunione che si è svolta il 4 febbraio a Washington, presente il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Nella capitale americana, Usa, Ue e Giappone hanno annunciato un’intesa trilaterale per coordinare politiche e investimenti sui minerali critici.
Cristina Olivi, 57enne di Cesena, era stata licenziata dopo il pedinamento di un investigatore privato: «Ho lavorato in quell'azienda per 19 anni, usavo anche le ferie per stare con mia madre e non potevo sopportare quello che hanno fatto. Volevo solo rifiatare e staccare qualche ora»
Per le azzurre terza vittoria consecutiva, quarto posto, alle spalle delle big three, Roma, Inter e Juventus
La cometa C/2026 A1 (MAPS) scoperta il mese scorso potrebbe diventare visibile a occhio nudo in pieno giorno ad aprile. Fa parte delle comete radenti di Kreutz ed è un colosso di 2,4 chilometri. Cosa sappiamo su questo oggetto e perché può regalare un magnifico spettacolo astronomico. Continua a leggere