Nel 2025 record di investimenti nei progetti della Nuova Via della Seta cinese. Nonostante la guerra commerciale lanciata dagli Usa

Nel 2025 record di investimenti nei progetti della Nuova Via della Seta cinese. Nonostante la guerra commerciale lanciata dagli Usa

In un anno segnato dalle crescenti tensioni internazionali con gli Stati Uniti la Cina ha deciso di moltiplicare gli investimenti destinati alla Belt and Road Initiative (BRI, anche nota come Nuova Via della Seta), la strategia commerciale, economica e diplomatica lanciata nel 2013 da Xi Jinping per rinforzare i legami tra la Cina e oltre […] L'articolo Nel 2025 record di investimenti nei progetti della Nuova Via della Seta cinese. Nonostante la guerra commerciale lanciata dagli Usa proviene da Il Fatto Quotidiano .

L’arte di vincere all’ultima curva: perché lo short track è la disciplina più imprevedibile di Milano-Cortina

L’arte di vincere all’ultima curva: perché lo short track è la disciplina più imprevedibile di Milano-Cortina

La disciplina più imprevedibile dei Giochi Olimpici è diventata (senza volerlo) un tormentone televisivo e poi un meme. L’istantanea più iconica è quella di Steven Bradbury, l’australiano capace di vincere un oro dopo che tutti i suoi avversari caddero nell’ultima curva. Ventiquattro anni dopo l’impresa di Salt Lake City, l’affascinante short track sarà presente anche […] L'articolo L’arte di vincere all’ultima curva: perché lo short track è la disciplina più imprevedibile di Milano-Cortina proviene da Il Fatto Quotidiano .

Referendum, l'autodifesa della casta: il Csm sostiene i giudici di Cassazione "fan" del No

Referendum, l'autodifesa della casta: il Csm sostiene i giudici di Cassazione "fan" del No

Come nelle partite più accese, il clima si surriscalda e le marcature saltano. Quello che sta succedendo per il referendum sulla separazione delle carriere dei giudici, con una squadra in campo che si gioca il tutto per tutto. Insomma, lanci lunghi e tutti sotto porta a cercare il colpo decisivo. L'ultima mischia in area di rigore: 19 consiglieri togati (tutti tranne Bernadette Nicotra, di Magistratura indipendente) più tre laici (Ernesto Carbone in quota Italia Viva, Roberto Romboli per il Pd e Michele Papa per il M5S) hanno chiesto l'apertura di una pratica a tutela. Si tratta di un procedimento interno che ha lo scopo di arrivare a un'espressione di solidarietà dell'organo di autogoverno nei confronti delle toghe sotto attacco. Questa volta scatta a favore dei giudici della Cassazione, «sarebbero stati descritti da una parte del dibattito politico come autori di un golpe giudiziario». I fatti: l'Ufficio Centrale della Suprema Corte accoglie il ricorso presentato dal comitato per il No, che impone la modifica delle schede elettorali della consultazione del 22-23 marzo. Uno dei giudici coinvolti nella decisione è Alfredo Guardiano, che è anche sostenitore del No e impegnato come moderatore in un'iniziativa elettorale a Napoli. L'avvocato Gian Domenico Caiazza, presidente del comitato Sì Separa della Fondazione Einaudi, ricorre alla "moviola": «È la stessa Corte di Cassazione, cui Guardiano appartiene, a ripetere senza sosta che ciò che conta è innanzitutto che il giudice appaia imparziale, prima ancora che esserlo». I consiglieri togati la vedono da un'altra angolazione: «Il confronto referendario non si traduca in una delegittimazione delle istituzioni di garanzia». La togata del Csm Bernadetta Nicotra, che non ha firmato l'atto, spiega invece: «Ho perplessità sull'utilizzo dello strumento delle pratiche a tutela». E avverte: «L'intervento consiliare, per le contingenze legate al particolare momento storico-politico in cui si effettua, può prestare il fianco a strumentalizzazioni». Contrari anche gli avvocati Isabella Bertolini e Claudia Eccher, consiglieri laici del Csm e soci fondatori del Comitato "Sì Riforma": «È un sintomo di come il corporativismo interno della magistratura prevalga sistematicamente sulla responsabilità e sulla trasparenza». E sul ruolo svolto dall'Ufficio Centrale della Cassazione: «L'apparenza di imparzialità ha la stessa rilevanza dell'imparzialità sostanziale». E ancora: «Sarebbe stato meglio che colui che è schierato pubblicamente per il No non avesse preso parte a una decisione sul quesito referendario». Il coach del Nazareno ha infatti deciso di schierare la squadra con un modulo offensivo, un po' per proteggere una "difesa" molto debole ed un po' per tentare il colpaccio. Elly Schlein si è convinta che una buona prestazione del No le consentirebbe di indossare subito la fascia da capitano del campo largo. Così è la dem Debora Serracchiani a tenere viva la polemica di giornata: «Non lo fanno per il Paese, vogliono cambiare la Costituzione per avere le mani più libere. Stanno cercando di oltrepassare una linea di confine». Un punto di vista diametralmente opposto a quello del ministro per gli Affari Europei Tommaso Foti: «Il referendum di marzo non è un processo alla magistratura, ma un'operazione di verità». Intanto oggi alle 17, a Roma, alla Fondazione Einaudi, nuovo incontro della "SÌnistra delle garanzie e delle libertà”, con Stefano Ceccanti, Stefano Esposito, Claudia Mancina, Paola Concia, Raffaella Paita e Benedetto Della Vedova. Insomma, una partita nervosa, con l'arbitro che si improvvisa centravanti.

Social e porno online, stretta sulle piattaforme per tutelare i minori: il governo Meloni frena mentre l’Europa accelera

Social e porno online, stretta sulle piattaforme per tutelare i minori: il governo Meloni frena mentre l’Europa accelera

Mentre l’Europa accelera per tutelare i minori dai rischi dei social network e del porno online, con l’obbligo per le piattaforme di verificare l’età degli utenti, l’Italia di Meloni tira il freno a mano. Per la gioia di Big tech, a ottobre 2025 palazzo Chigi ha messo in frigo il disegno di legge per vietare […] L'articolo Social e porno online, stretta sulle piattaforme per tutelare i minori: il governo Meloni frena mentre l’Europa accelera proviene da Il Fatto Quotidiano .

Salvador, le ong denunciano il “metodo Bukele”: “Morti almeno 1.300 detenuti e quattro bambini”

Salvador, le ong denunciano il “metodo Bukele”: “Morti almeno 1.300 detenuti e quattro bambini”

Nayib Bukele entra nella cerchia stretta delle “persone favorite” di Donald Trump, che al National Prayer Breakfast lo ha presentato come “un grande alleato”. Il tycoon ha anche speso parole di elogio per le carceri di El Salvador, su cui Washington ha investito 4,76 milioni di dollari per spedire “assassini e trafficanti di droga entrati […] L'articolo Salvador, le ong denunciano il “metodo Bukele”: “Morti almeno 1.300 detenuti e quattro bambini” proviene da Il Fatto Quotidiano .

Trump smantella Usaid, ma anche da Ue e Stati membri meno fondi ai Paesi in via di sviluppo. Analisti: “Povertà in secondo piano”

Trump smantella Usaid, ma anche da Ue e Stati membri meno fondi ai Paesi in via di sviluppo. Analisti: “Povertà in secondo piano”

Lo smantellamento da parte dell’amministrazione Trump del programma di aiuti Usaid ha avuto pesanti implicazioni sul terzo settore in tutto il mondo. Le ong, piccole e grandi, hanno visto ridursi i fondi a disposizione, con una conseguente ricalibrazione dei budget a disposizione e la soppressione di alcuni programmi di intervento a favore delle aree del […] L'articolo Trump smantella Usaid, ma anche da Ue e Stati membri meno fondi ai Paesi in via di sviluppo. Analisti: “Povertà in secondo piano” proviene da Il Fatto Quotidiano .

Asse Roma-Berlino: clamorosa sfida all'Europa

Asse Roma-Berlino: clamorosa sfida all'Europa

La Commissione europea sta percorrendo una linea delicata per rilanciare la competitività dell’UE, considerata indispensabile per preservare l’indipendenza strategica del continente. Il percorso privilegiato sembra ormai la cooperazione rafforzata tra Stati membri (almeno nove), cioè soluzioni “à la carte” invece dell’unanimità a 27. Nella lettera inviata da Ursula von der Leyen ai leader in vista del ritiro sulla competitività (giovedì al castello di Alden Biesen, convocato da António Costa), la presidente sottolinea l’ambizione di procedere tutti insieme, ma invita a non essere timidi e a usare, se necessario, la cooperazione rafforzata prevista dai Trattati. L’obiettivo del meeting è definire un’agenda concreta con impegni precisi, dopo anni di discussioni su Mercato unico, Unione dei capitali e energia. Si insiste su semplificazione, snellimento normativo e accelerazione dei processi, mentre il decision-making tra Commissione, Consiglio e Parlamento spesso si blocca. Il contesto è complicato: tensioni con il Parlamento (soprattutto dal lato tedesco), il ritorno di Trump alla Casa Bianca, relazioni transatlantiche sotto pressione e un calendario elettorale fitto (Ungheria, poi Francia, Italia, Polonia). [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45987869]] Molti governi non intendono più mediare a oltranza. Italia e Germania, in un documento concordato da Meloni e Merz il 23 gennaio, spingono per una discontinuità netta: ritiro delle iniziative “zombie” della Commissione, monitoraggio sistematico degli emendamenti parlamentari per evitare oneri aggiuntivi o violazioni di sussidiarietà/proporzionalità, e un “freno d’emergenza” contro burocrazia eccessiva. Propongono inoltre che la semplificazione diventi materia riservata ai capi di governo, con von der Leyen che riferisca direttamente al Consiglio europeo.Giovedì si terrà anche un pre-summit Italia-Germania-Belgio (con ampia partecipazione: Francia, Olanda, Nordici, Baltici, Polonia), segnale di un asse Roma-Berlino sempre più centrale. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46142179]]