Super Bowl ai Seattle Seahawks, show di Bad Bunny. Trump: affronto

Super Bowl ai Seattle Seahawks, show di Bad Bunny. Trump: affronto

Roma, 9 feb. (askanews) - Il Super Bowl è andato ai Seattle Seahawks che hanno travolto i New England Patriots 29-13 al Levi's Stadium di Santa Clara, in California. Ma a far parlare è stato soprattutto lo show di Bad Bunny nell'intervallo: l'artista portoricano reduce dal trionfo ai Grammy, con uno spettacolo interamente in spagnolo e un villaggio ricreato nello stadio dove sono arrivati tanti vip, ha lanciato un messaggio semplice: l'elenco delle nazioni del Nord e Sud America e alla fine un "Dio benedica l'America!" (God Bless America, ndr) come per voler allargare il più possibile l'evento più popolare degli Stati Uniti, parlare a un'America multilingue e multiculturale, a pochi giorni dalle proteste anti-Ice e contro la politica anti-migranti dell'amministrazione Trump. Un messaggio che proprio al presidente Usa non è piaciuto: sul suo social Truth, Trump lo ha definito un "affronto alla grandezza dell'America". "Nessuno capisce una parola di quello che dice questo tizio e il ballo è disgustoso", ha scritto, aggiungendo: "È uno schiaffo in faccia al nostro Paese".

Aggredito e derubato nella Milano dei maranza dove nessuno più è sicuro

Aggredito e derubato nella Milano dei maranza dove nessuno più è sicuro

Sarà la «percezione», chiederò conferma a Giuseppe Sala e riconferma ad altri sindaci progressisti, ma ho un’emicrania che neanche dopo aver ingollato la peggiore sbobba. Ce l’ho perché un magrebino, una «risorsa» o forse un italiano di seconda degenerazione, mi ha sferrato un cazzotto micidiale dietro all’orecchio sinistro, anche se l’obiettivo del ragazzo mulatto era il volto. Non era incazzato perché voleva integrarsi in questo Paese razzista delle destre, ma perché un veneto, il malcapitato scrivente, stava tentando di riprendersi la collana d’oro che il branco di ventenni gli aveva appena strappato dal collo. Nella Milano delle percezioni, la capitale immorale in cui il sindaco spiega ai carabinieri come si devono inseguire i maranza che sfondano i posti di blocco, succede di uscire dalla redazione poco dopo le nove di sera, prendere il passante ferroviario per casa e alla prima fermata – «Villapizzone, fermata Villapizzone» – di essere aggredito da uno straniero o presunto tale che in un attimo ti prende il collo, ti porta via un ricordo di famiglia che indossavi da quasi trent’anni e che appena tenti la reazione prima risponde con ferocia, poi fugge e si fa scudo coi sodali. I quali, emettendo grida beduine – pardon, belluine – iniziano a roteare i pugni come girandole. Sul treno eravamo saliti insieme, carrozza numero tre, giusto un paio di minuti d’attesa sulla banchina. Il gruppo, quattro o cinque delinquenti, indossava tute col cappuccio e piumini, e come chi non paga mai il biglietto ha cominciato a perlustrare il mezzo: avanti, indietro, piano superiore. La paura però non era quella di essere beccati dal controllore, sai quanto gliene frega a questa degenerazione. Ho capito dopo che in realtà stavano preparando il terreno per la rapina posizionandosi in punti strategici. L’ho capito meglio quando sono sceso per cercare vanamente di acciuffare il manigoldo: un paio erano appostati davanti alla carrozza precedente, un altro paio a quella successiva. La fauna metteva paura . Ed era difficile non averne quando dopo la prima colluttazione dentro il treno e la seconda appena fuori, c’è stato il terzo scontro col pendaglio da forca che aveva perso metà collanina sul pavimento. L’ha raccolta, io ho raccolto un altro piccolo pezzo distante un metro poco più, e quando mi sono fatto sotto per reclamare la parte mancante il delinquente ha messo la mano sinistra in tasca pronto a estrarre qualcosa che di certo non era il codice penale. A quel punto, pur furioso, se non hai un particolare addestramento che il sottoscritto non ha, sei costretto ad arretrare per non rischiare pure la pelle. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46253967]] Mi hanno colpito particolarmente due cose, oltre al pugno e qualche altro colpo minore. Primo: gli obiettivi non sono più solo donne e anziani. I professionisti dell’impunità si scagliano a colpo sicuro contro 40enni di quasi un metro e novanta. Perché lo fanno? In gruppo e con le armi in tasca hai comunque la meglio in partenza. Non gli interessavano portafogli o cellulari: volevano solo l’oro, per quanto non sarà valso un granché spezzato così. Secondo: la rassegnazione degli altri passeggeri, una ventina quelli attorno. Non mi aspettavo un loro intervento, anzi è andata meglio così perché Dio solo sa cosa poteva succedere e forse sarei stato mio malgrado causa di una tragedia. Mi ha impressionato che pur vedendo la collanina a terra spezzata in due, mentre il linciaggio proseguiva all’esterno, nessuno se l’è sentita di recuperarla e riconsegnarla in un secondo momento al proprietario. Temevano comunque di essere visti da uno del branco e picchiati a loro volta. «Fanno così ogni sera», mi ha detto una signora dall’accento straniero. Sceso dal treno solo un signore, molto gentile, si è avvicinato per chiedermi come stessi e per lasciarmi il suo numero di telefono qualora fosse servita la sua testimonianza. Ora percepisco che devo prendere un antidolorifico. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46253097]]

Morto Antonio Zichici, addio al fisico e divulgatore: dalle scoperte sulle particelle alle controversie tra cambiamento climatico e Darwin

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Era diventato anche un volto televisivo, un personaggio popolare e noto al grande pubblico Antonino Zichichi, tanto che perfino il comico Maurizio Crozza gli aveva dedicato un’imitazione. Il fisico è morto all’età di 96 anni. Specializzato in fisica delle particelle, contribuì a fondare i Laboratori nazionali del Gran Sasso, in Abruzzo, e il Centro di […]

La star, 50 radiosissimi anni, incanta con un hairstyle da sirena: un caschetto impeccabile wet look, pettinato all'indietro e con finish bagnato. Come copiarlo

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A San Siro, durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali, Charlize Theron si è affidata al rigore e al sex appeal del wet bob, un caschetto effetto bagnato, pettinato all’indietro in un look scultoreo. Il finish è bagnato, il […] L'articolo Charlize Theron e il wet bob, sexy chic all’inaugurazione delle Olimpiadi sembra essere il primo su iO Donna .

Gabrielli “papa straniero”. Operazione Prodi come nel'96

Gabrielli “papa straniero”. Operazione Prodi come nel'96

Nessuna smentita pubblica, silenzi "ufficiali", ma alcuni significativi segnali privati di conferma (anche da fonti insospettabili) per il clamoroso retroscena di ieri de Il Tempo: l'ipotesi di Franco Gabrielli alla guida del centrosinistra. Il quadro politico di partenza da cui la suggestione trae origine è chiaro. Tranne le sue guardie rosse, nessuno a sinistra crede a una Elly Schlein "prime-ministerial", come si direbbe in Gran Bretagna, cioè in grado di fare il premier o di contrapporsi credibilmente a Giorgia Meloni. Peraltro, qualche settimana o al massimo qualche mese dopo il referendum (giro di boa che aprirà oggettivamente la campagna per le elezioni politiche), Giuseppe Conte farà valere il suo aut aut: o la coalizione con i grillini, o la candidatura di Elly. Se il Pd vuole la prima cosa, non può avere la seconda. Serve dunque un federatore, nella forma consueta per il centrosinistra di un "papa straniero". E dove si può realisticamente andare a parare? Al solito, secondo il format del 1996 e poi del 2006, su un democristiano di sinistra, su un "cattolico sociale". È una nuova "operazione Prodi", ora come allora. Gabrielli ha tutte le carte in regola in questo senso: antichi rapporti con Dario Franceschini e Pierluigi Castagnetti, e notoria stima negli ambienti del Colle. Ecco, qui però la sinistra si fa delle illusioni: è insensato e stupido tirare per la giacca il Capo dello Stato. Figurarsi se dalle parti del Quirinale, nonostante le gaffes recenti del consigliere Garofani, qualcuno intorno al Presidente vuole farsi anche solo sfiorare dal dibattito sulla costruzione politica-partitica dello schieramento da contrapporre al centrodestra. Sì certo, nei palazzi romani da tempo si sussurra di una Schlein che «non si consulta», e - oggettivamente - di una linea di politica estera del Pd incompatibile con responsabilità di governo di un paese occidentale. Ma il Colle sta (correttamente) a guardare, non è assolutamente parte attiva. Gli attori sono altri, dentro e fuori il perimetro del Pd, in un'area che potremmo definire tecno-progressista. Si punta a un'operazione "ulivista-unionista" in puro stile prodiano: una figura, quella di Gabrielli, che potrebbe sia coagulare le anime centriste della coalizione, sia poi rappresentare l'intero schieramento. Vantaggi del tentativo agli occhi dei tessitori: tutte le altre opzioni (Salis, Ruffini, i sindaci) appaiono deboli o premature o impraticabili. Svantaggi: il profilo pubblico di Gabrielli non è certo né "pop" né empatico. Si vedrà. Intanto, come si è già visto su Repubblica e su La7, lo si "testa" per attaccare il governo sul terreno della sicurezza. Il resto, se verrà, verrà dopo.