Da Addis Abeba l’Italia rilancia la sua strategia africana. L’analisi di Varvelli e Petillo

Da Addis Abeba l’Italia rilancia la sua strategia africana. L’analisi di Varvelli e Petillo

Il secondo vertice Italia-Africa di oggi rappresenta per l’Italia un modo per ribadire il proprio impegno per la crescita africana e rafforzare ulteriormente il partenariato con il continente africano. L’incontro offrirà al presidente del Consiglio Giorgia Meloni l’opportunità di consolidare gli obiettivi del Piano Mattei a due anni dal suo lancio ufficiale e di dimostrare […]

Andrea Verona: perché vincere non basta mai

Andrea Verona: perché vincere non basta mai

Crescere, maturare, vincere. E poi continuare a farlo senza smettere di mettersi in discussione. Andrea Verona arriva ai FIM Awards 2025 con la naturalezza di chi considera il successo una tappa del percorso, non un punto d'arrivo. Dal primo Mondiale 125 conquistato nel 2017 a oggi, la sua carriera è stata un’evoluzione costante, costruita su obiettivi chiari, idee precise e una visione che non è mai cambiata: trasformare un sogno nato per divertimento in una realtà solida e duratura. Non era scontato, e Verona lo riconosce, ma il risultato è il frutto di un lavoro condiviso, perché l'Enduro resta uno sport individuale solo in apparenza. Dietro ogni vittoria c'è un sistema complesso fatto di persone, competenze e sinergie: allenatori, preparatori, fisioterapisti, team tecnici e un costruttore come Ktm, che lavora su motori, sospensioni e sviluppo continuo. Un binomio pilota-moto che si estende ben oltre la gara. E proprio parlando di competizione, Verona non individua un unico avversario di riferimento: l'EnduroGP è infatti una battaglia aperta tra più piloti, con equilibri che cambiano in base alle condizioni, ai terreni e alle giornate. È lì che nasce il miglioramento, osservando gli altri, imparando, colmando i propri limiti. Nel racconto emerge anche il passaggio delicato vissuto da Ktm, tra cambi di gestione e nuove prospettive industriali. Dal punto di vista del pilota, però, l'impatto è stato minimo: qualche ritardo, qualche difficoltà logistica, ma nessun cambio nella sostanza del lavoro. La continuità sportiva è rimasta, così come la convinzione che il motorsport resti un pilastro fondamentale per il marchio. Sul piano tecnico, Verona sottolinea quanto il fuoristrada sia cambiato più di quanto sembri. L'evoluzione è profonda e recente: elettronica sempre più influente, telai e sospensioni costantemente aggiornati, motori più efficaci. Nulla è rimasto fermo. Infine, uno sguardo lucido sul futuro dell'Enduro: lo spettacolo c'è, ma va raccontato meglio. Gare più compatte, prove speciali più accessibili, strumenti per rendere il pubblico parte attiva dell’evento. Perché avvicinare nuovi appassionati non significa snaturare la disciplina, ma imparare a mostrarla davvero.

Andrea Verona: perché vincere non basta mai

Andrea Verona: perché vincere non basta mai

Crescere, maturare, vincere. E poi continuare a farlo senza smettere di mettersi in discussione. Andrea Verona arriva ai FIM Awards 2025 con la naturalezza di chi considera il successo una tappa del percorso, non un punto d'arrivo. Dal primo Mondiale 125 conquistato nel 2017 a oggi, la sua carriera è stata un’evoluzione costante, costruita su obiettivi chiari, idee precise e una visione che non è mai cambiata: trasformare un sogno nato per divertimento in una realtà solida e duratura. Non era scontato, e Verona lo riconosce, ma il risultato è il frutto di un lavoro condiviso, perché l'Enduro resta uno sport individuale solo in apparenza. Dietro ogni vittoria c'è un sistema complesso fatto di persone, competenze e sinergie: allenatori, preparatori, fisioterapisti, team tecnici e un costruttore come Ktm, che lavora su motori, sospensioni e sviluppo continuo. Un binomio pilota-moto che si estende ben oltre la gara. E proprio parlando di competizione, Verona non individua un unico avversario di riferimento: l'EnduroGP è infatti una battaglia aperta tra più piloti, con equilibri che cambiano in base alle condizioni, ai terreni e alle giornate. È lì che nasce il miglioramento, osservando gli altri, imparando, colmando i propri limiti. Nel racconto emerge anche il passaggio delicato vissuto da Ktm, tra cambi di gestione e nuove prospettive industriali. Dal punto di vista del pilota, però, l'impatto è stato minimo: qualche ritardo, qualche difficoltà logistica, ma nessun cambio nella sostanza del lavoro. La continuità sportiva è rimasta, così come la convinzione che il motorsport resti un pilastro fondamentale per il marchio. Sul piano tecnico, Verona sottolinea quanto il fuoristrada sia cambiato più di quanto sembri. L'evoluzione è profonda e recente: elettronica sempre più influente, telai e sospensioni costantemente aggiornati, motori più efficaci. Nulla è rimasto fermo. Infine, uno sguardo lucido sul futuro dell'Enduro: lo spettacolo c'è, ma va raccontato meglio. Gare più compatte, prove speciali più accessibili, strumenti per rendere il pubblico parte attiva dell’evento. Perché avvicinare nuovi appassionati non significa snaturare la disciplina, ma imparare a mostrarla davvero.

Pope Leo receives leader of the Ukrainian Greek-Catholic Church

Pope Leo receives leader of the Ukrainian Greek-Catholic Church

Pope Leo XIV receives Major Archbishop of Kyiv-Halych, His Beatitude Sviatoslav Shevchuk, head of the Ukrainian Greek-Catholic Church, in the Vatican on Thursday. During the meeting, His Beatitude Shevchuk presented the Holy Father with a list of prisoners and a sculpture dedicated to peace, and expressed gratitude for the solidarity and support shown by the Holy See in the mission to save human lives since the beginning of the war. Read all

Francesca Albanese, il video-confronto tra la clip manipolata e quella originale: ecco cosa ha detto veramente

Francesca Albanese, il video-confronto tra la clip manipolata e quella originale: ecco cosa ha detto veramente

Ventidue secondi di video contro gli oltre quattro minuti di clip originale. Così le parole di Francesca Albanese, pronunciate in occasione dell’Al Jazeera Forum, sono state manipolate e diffuse online. A rilanciare il video “manomesso”, come ha denunciato la stessa relatrice speciale Onu, che ha poi portato il ministro degli Affari esteri francese, Jean-Noël Barrot, […] L'articolo Francesca Albanese, il video-confronto tra la clip manipolata e quella originale: ecco cosa ha detto veramente proviene da Il Fatto Quotidiano .

Napoli, il bimbo che ha ricevuto il "cuore bruciato" è fin di vita

Napoli, il bimbo che ha ricevuto il "cuore bruciato" è fin di vita

Il tempo scorre e per il bimbo che ha ricevuto il cuore "bruciato" queste ore sono di vitale importanza. "Aspettiamo con ansia un organo nuovo per lui. Le ore passano e c'è poco tempo", è l'appello che arriva da Patrizia Mercolino , la mamma del bimbo di due anni ricoverato all'ospedale Monaldi di Napoli e trapiantato con un cuore arrivato inutilizzabile. È proprio lei a ricostruire i fatti. "Quando il piccolino aveva quattro mesi per un pianto un po' particolare siamo andati in ospedale e da lì è stata diagnosticata una cardiomiopatia dilatativa . È stato in terapia intensiva qualche mese poi è tornato a casa con le terapie, in attesa del nuovo cuore". In due anni il bimbo aveva vissuto una vita quasi normale. Poi la notizia della disponibilità dell'organo, il ricovero per l'intervento e la notizia che nessuna mamma vorrebbe sentirsi dare: l'operazione non era andata bene. "Il dolore - spiega - era troppo grande. Poi abbiamo iniziato a farci molte domande grazie all'avvocato. Ma nessuno ci ha detto niente. Le cose le abbiamo scoperte attraverso i giornali". A farle eco il legale Francesco Petruzzi : "Quello che è accaduto è gravissimo. Si stanno configurando lesioni colpose gravissime. Speriamo la figura di reato rimanga tale e non venga derubricata". Tra le "gravissime cause" che hanno portato alla situazione attuale, precisa l'avvocato, "l'utilizzo del ghiaccio secco invece di quello naturale per il trasporto dell'organo, che comporta temperature di meno 70 gradi, causando bruciature dell'organo da freddo". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46233058]] Al momento gli indagati sono sei e tutti nell’equipe di trapiantologia partenopea. La Procura di Napoli ipotizza il reato di lesioni colpose gravissime nei confronti dei due chirurghi e di quattro tra medici e paramedici. Si tratta del personale dell’ospedale napoletano che ha preso parte all’espianto del cuore sul piccolo donatore di Bolzano, al trasporto via terra per oltre ottocento chilometri e al trapianto dell’organo "bruciato" a Napoli su Francesco (nome di fantasia). [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46325337]] Il bambino è tenuto in vita da un macchinario, l’Ecmo (l’ossigenazione extracorporea, ndr) che consente al cuore "bruciato" impiantato di pompare il sangue, anche se la scarsa ossigenazione sta, poco alla volta, creando una serie di scompensi agli organi interni, a cominciare dal fegato, che manifesta problemi sempre più seri. "Purtroppo le condizioni peggiorano , è una corsa contro il tempo", fa sapere sempre Patrizia tramite il suo legale al Corriere della Sera .

Arianna Fontana, chi è Anthony Lobello: il ruolo del marito nella rottura con la Federazione

Arianna Fontana, chi è Anthony Lobello: il ruolo del marito nella rottura con la Federazione

Accanto ad Arianna Fontana , da anni, c’è una presenza silenziosa ma decisiva: Anthony Lobello . Marito e allenatore, è l’uomo che condivide con lei ogni scelta, ogni traguardo e ogni sacrificio. Nato negli Stati Uniti, ex pattinatore di short track, Lobello ha vestito prima la maglia americana e poi, dal 2014, quella azzurra. Oggi è il punto di riferimento tecnico e personale della campionessa più medagliata della storia olimpica italiana negli sport invernali (al pari di Edoardo Mangiarotti ). La loro storia comincia ai Giochi di Torino 2006. Lei ha 15 anni, lui 21, entrambi immersi nel mondo del ghiaccio e delle ambizioni olimpiche. Da quell’incontro nasce un legame che cresce insieme alle rispettive carriere . Nel 2012 Anthony ottiene la cittadinanza italiana e due anni più tardi gareggia a Sochi con la nazionale azzurra. Il 2014 è anche l’anno del matrimonio, celebrato con una cerimonia riservata sulle rive del lago di Colico. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46313237]] Conclusa l’esperienza agonistica, Lobello sceglie di seguire Arianna come tecnico a tempo pieno . Una decisione delicata, che la coppia ha saputo gestire fissando confini precisi. "Alle 18 non parliamo più di pattinaggio o di allenamento", ha raccontato lei, "una volta a settimana usciamo a cena, o a teatro, o a fare una passeggiata o qualcosa del genere. Cerchiamo solo di separare bene le due figure: allenatore e atleta, marito e moglie". Negli anni non sono mancate tensioni e divergenze con la Federazione, ma i due hanno sempre fatto quadrato, definendosi " uniti contro tutti ". Un’alleanza che si è rivelata vincente anche in vista di Milano-Cortina 2026, dove Fontana si presenta ancora una volta tra le protagoniste più attese. Sul ghiaccio c’è la campionessa, a bordo pista l’allenatore. Nella vita, una coppia che ha fatto dell’equilibrio la propria forza. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46326464]]