Sanremo, c'è un ribaltone nelle quote: ecco il nuovo favorito dei bookie
A pochi giorni dall'inizio del Festival, in programma tra il 24 e il 28 febbraio, cambia lo scenario dei favoriti
A pochi giorni dall'inizio del Festival, in programma tra il 24 e il 28 febbraio, cambia lo scenario dei favoriti
A pochi giorni dall'inizio del Festival, in programma tra il 24 e il 28 febbraio, cambia lo scenario dei favoriti
Il video di Arianna Fontana a 7 anni è l'enunciazione di una predestinata: 30 anni dopo, la pattinatrice è leggenda dello sport italiano. Continua a leggere
“Non tutti quelli che piangono sono vittime. È un’oca travestita da cigno“: Nayra Garibo attacca sui social Clizia Incorvaia. L’attuale compagna di Francesco Sarcina ha preso le difese del cantante de Le Vibrazioni, accusato dalla ex moglie a “Verissimo”. Nel salotto di Silvia Toffanin, Incorvaia aveva criticato Sarcina dichiarando di aver subito violenze fisiche e […] L'articolo “È un’oca travestita da cigno, parla per attirare l’attenzione. Non tutti quelli che piangono sono vittime”: Nayra Garibo contro Clizia Incorvaia proviene da Il Fatto Quotidiano .
(Agenzia Vista) Belluno, 12 febbraio 2026 Federica Brignone conquista uno storico oro nel Super-G femminile a Milano Cortina 2026, a soli 315 giorni dal grave infortunio, ricevendo a Cortina i complimenti del Presidente Mattarella mentre le Frecce Tricolori celebrano il quinto oro azzurro ai Giochi. "Bravissima! Hai onorato la bandiera ancora di più. Una medaglia d'oro meritatissima. Ci contavo" le ha detto il Capo dello Stato. Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
L'hanno definita "separata in casa", Arianna Fontana . E c'è un video, condiviso dal marito Anthony Lobello su Instagram, che conferma in pieno questa sensazione. Siamo nel Villaggio olimpico di Milano-Cortina . La stella dello short track azzurro, che a questi Giochi invernali ha conquistato un oro nella staffetta mista e un argento nei 500 metri pareggiando il record italiano di medaglie alle Olimpiadi (13 da Torino 2006 a oggi, come il leggendario Mangiarotti ), cammina con il sorriso sulle labbra attorniata da due sole figure. Una è quella, appunto, di Lobello. L'altro è Alekos Zugnoni . Il grande pubblico non lo conosce, ma gli addetti ai lavori sì, eccome: un osteopata , un "mago" del settore, componente storico del team ristretto della Fontana. Sono loro tre, e basta. Lavorano, di fatto, in autonomia rispetto alla Federazione dopo le gravissime, dolorose accuse che la stessa Fontana ha rivolto a due compagni di squadra, che a suo dire l'avrebbero fatta cadere volontariamente in allenamento. Una vicenda finita con l'assoluzione dei due atleti davanti al Tribunale della Fisg, conclusione che ha reso di fatto irrecuperabile il rapporto. Arianna, Anthony e Alekos da una parte, tutti gli altri azzurri dall'altra. Da 8 anni si sono trasferiti negli Stati Uniti, dove si allenano. Pietro Sighel , che ha vinto con la Fontana l'oro nella staffetta, lo ha fatto notare polemicamente in una intervista a Repubblica : "Ma chi la conosce, Arianna Fontana? Da otto anni si allena all'estero, ha scelto così. Di sicuro, con lei non siamo una squadra, a parte i due minuti e mezzo in pista. Brave le nostre ragazze che sono cresciute senza di lei". Boom. Una polemica clamorosa, fatta scoppiare in quella che doveva essere una festa. Ma non è una novità, tutti sapevano dei rapporti tesi nella squadra. Il video, un divertissement social, lo testimonia perfettamente. Si parla di " Team A ", dove la "A" sta per Arianna. Di " dream team ", lo stesso di 4 anni fa ai Giochi di Pechino 2022 dove la 35enne pattinatrice di Sondrio aveva vinto l'oro nei 500, l'argento nei 1.500, un altro argento nella staffetta mista 2.000 metri. Alekos e Anthony, giovedì sera, erano gli unici a far festa con Arianna in un mare di olandesi. Sotto al podio, nessun componente della squadra azzurra. Un segnale di lontananza sportiva, professionale e umana inequivocabile. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Arianna Fontana (@aryfonta90)
Cortina, 13 feb. (askanews) - "Significa attrarre attraverso l'alto livello sportivo per esempio un mondo turistico che ha consentito a Cortina d'Ampezzo di non essere più una località dalle corte stagioni, ma di avere un'unica stagione, quindi non ci sono più le basse stagioni, di avere un'unica stagione di 9-10 mesi, grazie per esempio ai clienti stranieri e questo avviene grazie allo sport di alto livello di cui siamo un attore organizzativo totale sotto tutti i punti di vista". Lo ha detto ad askanews Stefano Longo, presidente della Fondazione Cortina, che durante i Giochi olimpici invernali lavora anche per la promozione delle imprese locali e del territorio.
Dall’infortunio alla mano destra rimediato con la Nazionale al rientro, lo schiacciatore dell'Itas Trentino si racconta. Ed è pronto a sfidare Perugia e Verona
La continua battaglia dei cittadini per proteggere l'isola cicladica e il messaggio del sindaco agli investitori
Il prossimo 19 febbraio ricorrono i dieci anni dalla scomparsa di Umberto Eco . La casa editrice La nave di Teseo lo celebra con due volumi in uscita proprio oggi: L’umana sete di prefazioni (pp.546€20) raccoglie parte del vastissimo insieme delle sue prefazioni; Umberto (pp. 160 € 16), è un commosso omaggio firmato da Roberto Cotroneo che ci aiuta a scoprire l’uomo, andando oltre il grande erudito. Curato da Leo Liberti, L’umana sete di prefazioni raccoglie per la prima volta gli scritti “liminari” di Eco dal 1956 al 2015 ovvero introduzioni, postfazioni, testi di apertura e di chiusura. Eco considerava la prefazione uno spazio di libertà, talvolta, persino di sabotaggio gentile: «Credo che questo libro sia appassionante a causa dei suoi difetti», scrive su Le sirene di Titano di Kurt Vonnegut. Le sue prefazioni sono piccole macchine narrative che agganciano il lettore con un paradosso, una deviazione: «C’è stato un tempo che a conoscere Woody Allen si era in pochi», esordisce presentando Saperla lunga. Oppure, si muove fra aneddoti, come per 1984: «Quasi per caso Eric Arthur Blair decise di scegliere, come nom de plume, George Orwell. Quasi per caso decise d’intitolare il suo romanzo Nineteen Eighty-Four». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46298120]] Il libro restituisce uno studioso che spaziava con gusto dalla cultura pop alla teoria dell’immagine, dall’umorismo alla critica d’arte, senza mai rinunciare a un approccio provocatorio, come accade celebrando Calvino con una bellissima lectio sul Barone Rampante, inteso come atto di libertà dai dogmi della politica o cogliendo la bellezza dei Peanuts di Schultz, respingendo al mittente quelle gerarchie rigide in cui si arroccano i critici che non leggono libri e chi si atteggia ad intellettuale, senza sapere un bel nulla. Letti in sequenza i testi raccolti dal Liberti permettono di apprezzare la capacità di Eco di intercettare il proprio tempo: «È vezzo dei mass media occuparsi di qualcosa solo se in qualche modo fa notizia», osserva presentando Miti d’oggi di Roland Barthes. L’anniversario incombe ed Eco si presta, suo malgrado, alle letture polarizzanti. Come ha evidenziato Annalisa Terranova su questo giornale, i progressisti continuano a strumentalizzare la tesi dell’“Ur-fascismo”, trasformando un’analisi storico-culturale in un dispositivo di mera delegittimazione politica e mettendo in secondo piano il valore del suo lavoro di saggista e studioso. Il punto, diciamolo senza fronzoli, non è destra contro sinistra, ma il rischio - decisamente attuale di ridurre il pensiero a tifoseria, impoverendo proprio quell’eredità intellettuale che si dice di voler difendere. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46311904]] Con Umberto, lo scrittore e amico Roberto Cotroneo restituisce una presenza. Eco è il maestro, il concittadino di Alessandria che rifugge l’enfasi, che non lesina sul sarcasmo («ai congressi di cardiologia non bisogna mai invitare i cardiopatici») e sa smontare con naturalezza le posture culturali più rigide. Nel 2001 Cotroneo pubblicò Eco: Due o tre cose che so di lui; oggi, a distanza di oltre vent’anni, quello sguardo si completa e idealmente chiude un cerchio, trasformando l’osservazione in memoria, il dialogo in un commiato gentile. In queste pagine Eco appare nella sua dimensione più quotidiana: un intellettuale che ascolta prima di parlare, che pesa le parole e non confonde mai l’autorità con l’autoritarismo. Un magistero esercitato senza solennità, spesso attraverso una battuta, un racconto improvviso, un amichevole rimbrotto. Ecco, a dieci anni dalla sua scomparsa, Umberto Eco continua a parlarci perché ci ha insegnato come attraversare i testi – e il mondo – senza smettere di interrogarli, con passione e serietà.
Sabato 14 febbraio gli Stati Uniti incrociano la Danimarca sul ghiaccio dell’Arena Santa Giulia. Non una partita qualunque (con la Groenlandia sullo sfondo)
Anche i cani possono presentarsi in pubblico con dei look improponibili. È quanto successo a Bob, un cagnolino della North Carolina, che è stato portato in un salone per una toelettatura. L’animale è arrivato nel negozio con una parte del pelo della testa già rasato in casa dai suoi padroni. I proprietari hanno notato che […] L'articolo “Gli hanno rasato solo la testa. Non potevo credere a quanto sembrasse ridicolo”: la storia di Bob, il cane dal look improponibile diventato virale sui social proviene da Il Fatto Quotidiano .
Nelle sue liriche si ritrova un tono quotidiano e semplice. Compose i suoi versi in dialetto lombardo e in italiano. La prima raccolta è del 1983. Era anche urbanista e storico dell’architettura
In migliaia alla festa di Terlano, alle porte di Bolzano. Il sindaco Hansjörg Zelger: «Qui tantissimi giovani da fuori paese, c'è sempre qualcuno che esagera»