Malika Ayane torna in tour nei teatri

Malika Ayane torna in tour nei teatri

Malika Ayane è pronta a tornare in gara al Festival di Sanremo con il brano “Animali notturni” e a portare la sua musica dal vivo nei teatri. La cantante, infatti, arriverà nei teatri italiani a partire da novembre: “A novembre torno a fare la mia cosa preferita. Ci vediamo nei teatri”, ha scritto sui social. […] Articolo Malika Ayane torna in tour nei teatri su Radio Bruno .

“Non più in imminente pericolo di vita” i ragazzi feriti nel rogo di Crans-Montana ricoverati al Niguarda

“Non più in imminente pericolo di vita” i ragazzi feriti nel rogo di Crans-Montana ricoverati al Niguarda

I feriti del rogo di Capodanno a Crans-Montana ricoverati al Niguarda di Milano “non sono più in imminente pericolo di vita”. È il quadro rassicurante tracciato dall’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, intervenuto oggi a margine della seduta del Consiglio regionale. A poco più di un mese dalla tragedia, un terzo dei pazienti […] L'articolo “Non più in imminente pericolo di vita” i ragazzi feriti nel rogo di Crans-Montana ricoverati al Niguarda proviene da Il Fatto Quotidiano .

Milano-Cortina 2026, le sfide del dopo-Olimpiadi dietro le medaglie: il patriottismo non basterà

Milano-Cortina 2026, le sfide del dopo-Olimpiadi dietro le medaglie: il patriottismo non basterà

Quando l’idea e la pratica della forza si sostituiscono alla forza delle idee accade ciò che è accaduto a Milano sabato 7 febbraio, il giorno dopo l’inaugurazione di Milano Cortina 2026. La manifestazione convocata per protestare contro le Insostenibili Olimpiadi nella loro declinazione di città e di montagna è cominciata con un gesto collettivo simbolico, […] L'articolo Milano-Cortina 2026, le sfide del dopo-Olimpiadi dietro le medaglie: il patriottismo non basterà proviene da Il Fatto Quotidiano .

Medici territorio: "Convenzionati assenti da documento Regioni sul personale"

Medici territorio: "Convenzionati assenti da documento Regioni sul personale"

Roma, 10 feb. (Adnkronos Salute) - Medicina convenzionata? "Assente". I sindacati dei medici famiglia (Fimmg), dei pediatri di libera scelta (Fimp) e gli specialisti ambulatoriali (Sumai) "guardano con rabbia mista a delusione al documento di proposte approvato nei giorni scorsi dalla Conferenza delle Regioni, che nelle intenzioni dichiarate punta a rafforzare l'attrattività del Servizio sanitario nazionale, fermare l'emorragia di professionisti verso il privato e l'estero e rendere finalmente esigibili le tutele previste dai contratti". Non perché "questi obiettivi non siano legittimi e prioritari - dicono i rispettivi rappresentanti nazionali Silvestro Scotti, Antonio D'Avino e Antonio Magi - bensì per il fatto che non ci siano le medesime proposte o un documento affine o anche una semplice citazione dedicata alla medicina convenzionata, come se questa non soffrisse degli stessi problemi su abbandoni, attrattività e sfasamento tra ingressi e pensionamenti". Per i leader sindacali "investire anche sui medici convenzionati negli stessi termini previsti nel documento per i dipendenti sarebbe invece prioritario, ancor più in considerazione del fatto che i medici che lavorano in convenzione con il Servizio sanitario nazionale assolvono in prima persona ad ogni spesa legata alla propria attività professionale", sottolineano. "E' positivo che si affronti il tema dell'attrattività del Ssn e della tenuta del capitale umano - proseguono Scotti, D'Avino e Magi - ma non possiamo ignorare che oggi la convenzionata vive una crisi strutturale analoga, se non più grave, a quella del personale dipendente. Senza un investimento straordinario dello stesso tipo su medici che si considerano 'pares inter pares' del servizio pubblico, ogni strategia rischia di non incidere davvero sulla qualità e sulla sostenibilità del sistema". Fimmg, Fimp e Sumai ribadiscono che il territorio e le sue risorse umane "rappresentano il primo baluardo della salute pubblica in un Paese sempre più anziano, con un carico crescente di cronicità e fragilità da cui derivano bisogni complessi che trovano risposta soprattutto sul territorio. Rafforzarla significa alleggerire ospedali e pronto soccorso, garantire continuità assistenziale e ridurre disuguaglianze di accesso alle cure. Da anni chiediamo interventi strutturali e non rinviabili: defiscalizzazione del nostro reddito connesso a obiettivi strategici per l'Ssn, per essere sempre più competitivi e attrattivi rispetto ad altre forme di esercizio professionale; una revisione della quota capitaria e oraria, adeguata ai carichi assistenziali reali e alle nuove funzioni richieste ai medici anche di evoluzione tecnologica e interprofessionale. Ma anche sostenibile, in considerazione di tutte le spese che gravano su ciascun medico; risorse dedicate che non vengano sottratte ad altri comparti, ma aggiuntive rispetto a quelle previste dalla legge di bilancio". "Non si tratta di contrapporre medici convenzionati e dipendenti - continuano Scotti, D'Avino e Magi - ma di riconoscere che senza un sistema territoriale forte e attrattivo non esiste un Ssn realmente universale. La medicina convenzionata è una leva strategica per la riforma, non un capitolo residuale". Nel ribadire "la disponibilità al confronto e a una collaborazione leale come fatto fino ad adesso con il Governo e le Regioni", i vertici di Fimmg, Fimp e Sumai, sottolineano infine "l'urgenza di arrivare quanto prima all'Atto di indirizzo per l'accordo contrattuale nazionale 2025-27, passaggio indispensabile per avviare il negoziato e giungere alla sua definizione entro giugno 2026. Riconosciamo e diamo grande valore e merito per l'interlocuzione avuta sin qui, che ha portato alla rapida chiusura del contratto 2022-2024 e alla firma di diversi Accordi integrativi regionali, ma non ci si può dimenticare che si tratta comunque di atti dovuti o comunque ordinaria amministrazione". "Oggi il documento delle Regioni al Governo sul personale sanitario riconosce la necessità di interventi straordinari per l'efficientamento e attrattività del nostro Ssn, e non possiamo accettare di esserne esclusi. Chiediamo - concludono - che la medicina convenzionata sia parte di quel documento per diritti e considerazione, poiché il Ssn non si salva solo con una parte del personale, ma con tutti gli attori coinvolti".

Bancomat, il metodo della marmotta: come rubano tutto

Bancomat, il metodo della marmotta: come rubano tutto

Scattano gli arresti dopo l’intensa attività d’indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo, che hanno smantellato un gruppo criminale dedito all’assalto dei bancomat presenti sul territorio provinciale di Lodi e Pavia, utilizzando, tra l’altro, tecniche altamente specializzate. Nella mattinata di ieri il GIP del Tribunale di Lodi ha emesso un’ordinanza di applicazione delle misure cautelari personali, su richiesta della locale Procura della Repubblica. All’alba le forze dell’ordine, con l’ausilio di artificieri e unità cinofile, hanno fatto irruzione nel quartiere Pilota di Sant’Angelo Lodigiano stanando cinque indagati per i colpi a una ventina di sportelli bancari. L’operazione “Raid”, così denominata per via della velocità con cui venivano eseguite le rapine, ha preso avvio nell’estate del 2025 dopo una serie di azioni messe a segno ai danni di istituti bancari e uffici postali. Da ottobre scorso fino a gennaio i Carabinieri hanno svolto approfondimenti sia tradizionali sia di natura tecnica, grazie ai quali è stato possibile ricostruire l’operatività di un sodalizio criminale specializzato negli assalti agli sportelli ATM attraverso l’utilizzo della cosiddetta”marmotta”, un dispositivo esplosivo ad alto potenziale particolarmente pericoloso e distruttivo. Il gruppo di delinquenti avrebbe quindi commesso i furti sempre con lo stesso modus operandi per impossessarsi del denaro contenuto all’interno. La tecnica prevede l’inserimento di un ordigno artigianale nelle bocchette dello sportello, provocando la detonazione e consentendo così l’apertura delle casseforti interne, ma spesso anche il frequente danneggiamento degli edifici sovrastanti. L’organizzazione criminale, per consentire gli spostamenti, utilizzava vetture provento di furto, avvalendosi di capacità specifiche seguite da una meticolosa attività di pianificazione. Grazie all’attività svolta dagli Investigatori dell’Arma, sono stati effettuati servizi di prevenzione che hanno impedito il compimento di ulteriori assalti. In una di queste occasioni, il dispositivo di controllo avrebbe portato al rinvenimento e al sequestro di due ordigni esplosivi, rinvenuti dentro un veicolo parcheggiato nei pressi di uno sportello ATM nel Lodigiano e già predisposti per l’uso. L’intensa attività d’indagine ha quindi portato all’arresto di cinque persone, indagate a vario titolo per furto aggravato dall’utilizzo di materiale esplosivo, oltre alla violazione della normativa sulle armi. Si tratta di cinque individui, tra cui due ventenni e un 31enne di origini slave, tre dei quali sono stati già accompagnati in carcere presso la Casa Circondariale di Lodi, al termine delle formalità di rito, in applicazione della misura stabilita. I restanti due al momento risultano solo indagati.