L'aria che tira, Wanna Marchi sconvolge Parenzo: "Andate tutti a prostitute. Ciao"

L'aria che tira, Wanna Marchi sconvolge Parenzo: "Andate tutti a prostitute. Ciao"

"Tanto dai maghi andate tutti, come dalle prostitute, uguale. Ciao!": Wanna Marchi ha salutato così David Parenzo a L'Aria che tira su La7, scandalizzando il conduttore. Che quindi ha subito detto: "No! Pubblicità... Ma cosa dice?". Poi, continuando a sorridere, ha lanciato la pubblicità. Nelle settimane scorse, l'ex regina delle televendite ha fatto parlare di sé per aver fatto il suo primo tatuaggio a 83 anni. La frase che ha scelto di farsi imprimere a vita sulla pelle è il suo storico motto: "I co**ioni vanno inc**ati". Il tutto era stato documentato in un video su TikTok che ha superato le 300mila visualizzazioni. Nel filmato, Marchi mostra il momento del tatuaggio sul braccio, presentandosi con ironia: "A parte Wanna Marchi che sono io, piacere di conoscervi, che se lo è tatuato a 83 anni, potete farlo anche voi a 70, 80, 92 perché no". La figlia, Stefania Nobile, aveva rilanciato il video nelle sue storie di Instagram. Il gesto aveva diviso: se per qualcuno si trattava di un'esternazione di libertà, per altri invece sarebbe stata solo un'ulteriore provocazione. “Andate tutti dai maghi e delle prostitute” In diretta a L’Aria che Tira , Wanna Marchi lancia la sua provocazione prima della pubblicità. #La7 #Attualità #LAriaCheTira #WannaMarchi #Parenzo pic.twitter.com/5qas6iISvq — L'aria che tira (@Ariachetira) February 10, 2026

Garlasco, "la scarpa coperta da fango e terra": dietro a casa Poggi...

Garlasco, "la scarpa coperta da fango e terra": dietro a casa Poggi...

Altro giallo a Mattino Cinque . Al centro, ancora una volta, Garlasco e una scarpa rinvenuta ma mai analizzata. A introdurre l'argomento è Federica Panicucci : "Oggi vi racconteremo molte cose interessanti che riguardano questo reperto. Allora vado subito in diretta da Emanuele Canta . Emanuele, buongiorno, mi fai vedere innanzitutto dove è stata ritrovata questa scarpa". L'inviato a quel punto chiarisce subito il contesto, spiegando dove ci si trova e quanto quel punto sia vicino alla casa dei Poggi. Racconta che il 4 aprile 2008, nel pomeriggio, un uomo stava raccogliendo degli ortaggi nella campagna quando nota una scarpa, in parte coperta da terra e fango. Il dettaglio colpisce perché il ritrovamento avviene a pochi mesi dal delitto. "Ho trovato questa scarpa, era un mocassino 36-37 come misura - riferisce il testimone -. Non lo so di preciso perché non l’ho presa in mano, l’ho smossa un attimino con un pezzo di legno". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46262434]] Successivamente è andato dai vigili in bicicletta e li ha accompagnati sul posto, spiegando che la scarpa venne prelevata con i guanti, inserita in un sacchetto di plastica e portata al comando di Vigevano. Ma a sconvolgere tutti è la SIT letta del 5 maggio 2008, nella quale si afferma che la scarpa, ritenuta non pertinente, non sarebbe stata acquisita e sarebbe stata buttata nei rifiuti urbani, senza nemmeno essere fotografata. Quest'uomo trova una scarpa dopo 8 mesi e chiama i vigili.Prendono la scarpa (che il vigile nega) e poi si ricorda il vigile è dice che l'hanno portata da Cassese. Cassese Richiamano il testimone e gli fanno vedere delle foto con una scarpa nuova. #garlasco #Mattino5 che fogna . pic.twitter.com/0A1VN8nVxB — Beautiful (@Beautif42601711) February 10, 2026

Milano: morto dopo sparatoria, ora i 4 poliziotti indagati per omicidio colposo

Milano: morto dopo sparatoria, ora i 4 poliziotti indagati per omicidio colposo

Milano, 10 feb. (Adnkronos) - Con la morte di Liu Wenham, il 30enne di nazionalità cinese rimasto ferito lo scorso 1 febbraio nel corso di una sparatoria con la polizia avvenuta in piazza Mistral, in zona Rogoredo, a Milano, cambia il capo d'accusa contro gli agenti iscritti nel registro degli indagati da parte della Procura di Milano. I quattro poliziotti sono ora indagati per omicidio colposo (non più lesioni colpose, ndr) con la stessa iniziale scriminante dell'uso legittimo delle armi. Scriminante che interviene quando chi spara "vi è costretto dalla necessità di respingere una violenza o comunque di impedire la consumazione dei delitti come l'omicidio volontario". Un elemento che elimina la punibilità di una condotta e che potrebbe portare, al termine dell'indagine, all'archiviazione nei confronti delle divise. La scelta della Procura di Milano che indaga non solo il poliziotto che ha sparato ma sull'intero equipaggio dell'Uopi, le unità operative esperte in conflitti a fuoco, è "a garanzia" degli indagati che possono partecipare ad alcune attività con propri consulenti. Il giovane cinese, senza regolare permesso di soggiorno in Italia, prima della sparatoria, aveva aggredito una guardia giurata rubandogli l'arma, usata poi per sparare contro la volante blindata. Gli agenti avevano quindi risposto al fuoco ferendolo a un braccio e alla testa.