Porti italiani tra spartizione politica e polemiche: il caso Trieste

Porti italiani tra spartizione politica e polemiche: il caso Trieste

La lottizzazione delle autorità portuali italiane non conosce sosta. Dopo essersi divisi à la Cencelli le nomine dei presidenti i partiti della coalizione di governo sono passati bellamente a spartirsi anche i segretari generali, che dovrebbero essere invece indicati autonomamente dai neo-presidenti. Il primo test è andato in buca a Venezia dove a un presidente, Matteo Gasparato, in quota FdI è stato abbinato un segretario generale, Roberto Mantovanelli, di matrice Lega. A Trieste era previsto, a parti scambiate, il replay ma Fratelli d’Italia ha esagerato e ha indicato per la carica di segretario generale un militare di carriera, Gianluca Civitarese, capitano di fregata della Marina. Ed è stata subito bora. Le opposizioni di centro-sinistra hanno denunciato “la militarizzazione” del porto e hanno paventato addirittura il rischio di ridurlo “ad avamposto Nato piuttosto che rilanciare i traffici commerciali”. E la dem Debora Serracchiani ha denunciato “una politica che ha messo gli scarponi”. Ma se il giudizio delle opposizioni poteva essere scontato la militarizzazione targata FdI ha irritato gli alleati di centrodestra e le categorie produttive che si sono immediatamente messi di traverso. Via via hanno preso le distanze da Civitarese la Lega, seguita dal governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, da Forza Italia e dalla Confindustria. Per contestare l’indicazione del capitano di fregata tutti hanno puntato sull’argomento della competenza del presidente Marco Consalvo (indicato a suo tempo da Fedriga e da Matteo Salvini) nella nomina del suo principale collaboratore. “Consalvo ha più nomi sul tavolo ed è giusto che scelga lui chi preferisce, trattandosi di una nomina che gli spetta” ha dichiarato Fedriga. E sulla stessa lunghezza d’onda si sono espressi Forza Italia, la Confindustria e uno dei principali operatori privati del porto, Francesco Parisi. Ma il caso Civitarese non si esaurisce nel conflitto politico: per la mansione di segretario generale le norme richiedono il possesso della laurea mentre sul suo profilo LinkedIn il candidato-segretario si dichiara solo diplomato. Però, secondo notizie riportate dal quotidiano Il Piccolo, sarebbe spuntata con grande tempestività una laurea in Scienze della sicurezza conseguita in un’università privata di Zugo, un paesino svizzero di 30 mila abitanti che ospita però sette atenei privati famosi per accorciare l’iter degli studi riconoscendo crediti sulla base dell’esperienza professionale. Ma anche la laurea elvetica non cambia il profilo professionale di un uomo che ha lavorato per 38 anni per il ministero della Difesa e che ha persino servito nel Battaglione San Marco come incursore.

San Valentino, aspettative e ansia da prestazione: perché l’amore non ha bisogno di prove

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San Valentino può cominciare molto prima del 14 febbraio. Comincia quando qualcuno chiede: «Allora, che fate?». Quando scatta il confronto con la coppia che ha già prenotato il ristorante “giusto”. E anche quando ci si interroga se un messaggio, un […] L'articolo San Valentino, aspettative e ansia da prestazione: perché l’amore non ha bisogno di prove sembra essere il primo su iO Donna .