Ucraina, Trump: "La Russia è pronta a fare la pace, ora tocca a Zelensky muoversi"

Ucraina, Trump: "La Russia è pronta a fare la pace, ora tocca a Zelensky muoversi"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rilanciato la richiesta all'Ucraina di accelerare il percorso negoziale con la Russia per arrivare a una conclusione del conflitto, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca prima di salire a bordo del Marine One diretto a Fayetteville, in North Carolina. Il Cremlino "vuole raggiungere un accordo e Zelensky dovrà darsi una mossa, altrimenti perderà una grande opportunità". Deve muoversi". Il presidente americano ha ribadito che Mosca sarebbe disponibile a trattare e ha esortato il leader ucraino a muoversi rapidamente per superare lo stallo. Pur avendo in passato manifestato impazienza anche verso il presidente russo Vladimir Putin, Trump ha posto l'accento soprattutto sulla necessità di un'accelerazione da parte di Kiev, sostenendo che il tempo giochi un ruolo decisivo nella definizione di un possibile accordo. Secondo osservatori diplomatici statunitensi, Washington starebbe cercando di imprimere una svolta politica ai negoziati, ritenendo che una finestra di trattativa sia ancora praticabile nonostante le profonde divergenze tra le parti. Gli Usa avrebbero intensificato i contatti con gli alleati europei e i mediatori internazionali per favorire un quadro di discussione più stabile, nel tentativo di ridurre il rischio di un'ulteriore escalation del conflitto. Nello stesso scambio con la stampa, il presidente americano ha inoltre annunciato di aver deciso lo spostamento di una seconda portaerei statunitense in Medio Oriente, spiegando che la misura rientra nella strategia di pressione su Teheran accettando un accordo volto a ridimensionare il proprio programma nucleare. Trump ha affermato che il dispiegamento rappresenta una garanzia operativa nel caso in cui il dialogo non produce risultati concreti, aggiungendo che il gruppo navale partirà a breve.

Giorgia Meloni, il manifesto di Extinction Rebellion indigna tutti: la premier col manganello

Giorgia Meloni, il manifesto di Extinction Rebellion indigna tutti: la premier col manganello

Gli attivisti di Extinction Rebellion hanno tappezzato il centro della città di Torino con manifesti provocatori che ritraggono la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in divisa da poliziotta, manganello in mano, sullo sfondo della frana di Niscemi (definita “simbolo di devastazione”) o delle piste olimpiche di Milano-Cortina. Accanto alla premier compare anche il ministro Matteo Salvini rappresentato nello stesso modo. In verde fluo campeggia la scritta “ Ecovandali! ”, mentre il sottotitolo della campagna recita: “Provocazione, cattivo gusto e incitamento all’odio”.Il movimento ambientalista accusa l’esecutivo di condurre politiche “ecocide” (distruttive per l’ambiente) e repressive, ribaltando l’accusa: non i manifestanti, ma il governo sarebbe “nemico dello Stato” e vandalico verso il pianeta. Nel mirino finiscono i miliardi spesi per il Ponte sullo Stretto e le Olimpiadi invernali, contrapposti alla gestione ritenuta insufficiente delle emergenze climatiche, come la frana di Niscemi causata dal ciclone Harry (gennaio 2026) e la visita lampo della premier in Sicilia, giudicata dagli attivisti una mancanza di attenzione verso le vittime. La campagna arriva in un clima di tensione, dopo gli scontri del 31 gennaio a Torino (legati alla mobilitazione di Askatasuna e altri spazi sociali) e il nuovo decreto sicurezza del governo.Reazione immediata da Fratelli d’Italia. Il vicecapogruppo in Regione Piemonte Roberto Ravello ha definito l’iniziativa “disgustosa e riprovevole”, soprattutto per la strumentalizzazione della tragedia di Niscemi: “Ridurre un dramma – che non ha nel cambiamento climatico la causa principale – a propaganda è un’offesa per le comunità colpite e un insulto all’intelligenza civica”. Secondo Ravello si tratta dell’ennesima occasione per imbrattare la città e attaccare Meloni.