Perché la destra odia Nicola Gratteri e Francesca Albanese

Perché la destra odia Nicola Gratteri e Francesca Albanese

Ciascuno di noi la pensi come vuole sulle parole di Nicola Gratteri (“fascisti e massoni voteranno per il Sì”) e di Francesca Albanese già condannata alla gogna perché avrebbe indicato Israele come il nemico da abbattere, almeno secondo la versione taroccata fornita dalla Francia. Noi, invece, pensiamo che i loro accusatori siano solo sepolcri imbiancati, […] L'articolo Perché la destra odia Nicola Gratteri e Francesca Albanese proviene da Il Fatto Quotidiano .

Sciopero del trasporto aereo, i sindacati non arretrano ma Salvini precetta: “Evitato stop durante Olimpiadi”

Sciopero del trasporto aereo, i sindacati non arretrano ma Salvini precetta: “Evitato stop durante Olimpiadi”

L’ennesimo scontro tra sindacati e governo Meloni, sullo sfondo dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina. Protagonista è, come anche nella altre occasioni, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini. Il leader della Lega ha infatti deciso di utilizzare lo strumento della precettazione nei confronti dello sciopero del trasporto aereo previsto e indetto per le giornate del 16 […]

Piano Mattei: Bonelli, 'modello predatorio, altro che collaborazione con Africa'

Piano Mattei: Bonelli, 'modello predatorio, altro che collaborazione con Africa'

Roma, 13 feb. (Adnkronos) - "Il piano Mattei altro non è che un piano predatorio per prendere risorse dall'Africa. La Presidente Meloni continua a parlare di cooperazione ma dietro questa propaganda si nasconde una realtà ben diversa. Prendono gas e petrolio, si sottraggono terre agricole – spesso in aree dove la fame e la malnutrizione sono emergenze quotidiane – per destinarle a coltivazioni di biocarburanti che servono a garantire energia all'Italia invece che cibo alle comunità locali. Questo non è un approccio predatorio? Sì, lo è”. Così Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde. “La CoP30 di Belém ha confermato questa impostazione: tra le poche iniziative su cui l'Italia si è realmente sbilanciata figura il 'Belém 4X pledge on sustainable fuels', che punta a quadruplicare la produzione globale di biocarburanti entro il 2035. Una scelta che rafforza la corsa alle colture energetiche senza affrontare seriamente le conseguenze sociali e alimentari nei Paesi coinvolti". "I terreni destinati alla coltivazione del ricino vengono definiti “marginali, degradati, semi-aridi”, quasi a voler escludere qualsiasi competizione con la filiera alimentare. Eppure, secondo la Fao, in Kenya più di un terzo della popolazione è sottonutrito. E i dati raccolti raccontano altro: prima del progetto, il 96% dei campi dei contadini era coltivato con mais, fagioli, miglio e sorgo. L'introduzione del ricino, anche in consociazione, ha comportato in molti casi un crollo delle rese, riducendo spazi e produzione di cibo”.