Per Donatella Di Cesare "le parole di Albanese rilanciano il mito del complotto mondiale ebraico"

Per Donatella Di Cesare "le parole di Albanese rilanciano il mito del complotto mondiale ebraico"

Dal fronte pressoché unito del campo largo a difesa di Francesca Albanese , qualche voce in dissenso inizia a uscire. La relatrice speciale per i territori palestinesi dell’Onu nel weekend, intervenendo con un videomessaggio all’Al Jazeera Forum tenutosi a Doha , aveva detto che "il fatto che invece di fermare Israele, la maggior parte del mondo l'abbia armato, gli abbia fornito scuse politiche, copertura politica, sostegno economico e finanziario è una sfida", aggiungendo che "se il diritto internazionale è stato colpito al cuore, è anche vero che mai prima d'ora la comunità globale si era accorta delle sfide che tutti noi affrontiamo. Noi che non controlliamo grandi quantità di capitali finanziari, algoritmi e armi, ora vediamo che come umanità abbiamo un nemico comune". Sui social Donatella Di Cesare , candidata, non eletta, nelle liste di Alleanza Verdi e Sinistra a sostegno di Pasquale Tridico nelle elezioni regionali calabresi dell'ottobre 2025, ha scritto: "Le parole di Francesca Albanese mi preoccupano profondamente. Al di là delle intenzioni, suonano come una forma velata che rilancia - forse inconsapevolmente - il mito del complotto mondiale ebraico, nucleo storico dell’antisemitismo moderno. Non è in discussione la critica politica. Ciò che trovo inquietante è la costruzione di un 'Nemico' dell’umanità, evocato in termini che nella storia europea hanno accompagnato la personificazione globale del male e l’attribuzione a un potere occulto di una responsabilità totale. È su questo terreno che il mito del complotto ebraico ha prosperato, con conseguenze tragiche nel Novecento. Chi ricopre un incarico istituzionale in un consesso internazionale dovrebbe misurare il peso storico di simili costruzioni. Alcune categorie non sono mai neutre".

Jannik Sinner "cacciato" dal campo centrale: chi lo fa sloggiare

Jannik Sinner "cacciato" dal campo centrale: chi lo fa sloggiare

Costretto a "sloggiare" dal campo centrale di Doha . Scene inusuali per Jannik Sinner , visto che a rubare il posto all'altoatesino, numero 2 al mondo, non è stato Carlos Alcaraz (vale a dire l'unico rivale che in questo momento gli è superiore nel mondo del tennis) ma una italiana, brava ma sicuramente meno famosa del fenomeno di San Candido: Elisabetta Cocciaretto . Uscito in semifinale ai "suoi" Australian Open , sconfitto a sorpresa da un miracolo, eterno Nole Djokovic , la Volpe ha fatto una toccata e fuga a Milano-Cortina, alla vigilia delle Olimpiadi, è passata da Torino per un check-up fisico (i crampi di Melbourne meritavano un approfondimento medico) ed è quindi volata in Medio Oriente per l' Atp 500 di Doha , appunto. Ci sarà anche Carlitos , per quella che sembra una finale anticipata. Per prepararsi, Jannik aveva prenotato una sessione di allenamento proprio sul centrale che lo vedrà protagonista del torneo. Sorpresa: dopo un'ora il pusterlese ha dovuto lasciare spazio proprio alla Cocciaretto, che di lì a poco avrebbe giocato i quarti di finale contro Jelena Ostapenko (poi perso con il risultato di 7-5 6-4). A quel punto Sinner si è poi spostato su un campo secondario per continuare la sua preparazione. Poco male, l'azzurro si è consolato proprio con i Giochi e l'impresa incredibile di Federica Brignone , oro nel SuperG sulle Tofane a quasi un anno dal tremendo infortunio che ha rischiato di chiuderle la carriera. "È una fenomena . Dopo tutto quello che ha passato, riuscire a tornare e raggiungere questo risultato è qualcosa di straordinario". Ecco il servizio sul riscaldamento di Jannik Sinner a Doha, pronto all'esordio nel torneo (mai giocato finora) #Sinner #Doha pic.twitter.com/d0zDtK8DHF — Marco Mazzoni (@marcomazz) February 11, 2026