Sanremo 2026, la scelta "piccantissima" di Carlo Conti: chi sostituisce Andrea Pucci

Sanremo 2026, la scelta "piccantissima" di Carlo Conti: chi sostituisce Andrea Pucci

Andrea Pucci sostituito... Non da un altro comico, ma da una super modella. Si tratta della russa Irina Shayk. Sarà lei la co-conduttrice di Sanremo nella terza serata di giovedì 26 febbraio. Ad annunciarlo Carlo Conti attraverso un video su Instagram. "Nella serata di giovedì insieme a me e a Laura Pausini ci sarà una delle donne più belle del mondo, una modella straordinaria, bellissima, bravissima attrice: Irina Shayk. Non vedo l'ora di incontrarla", le parole del direttore artistico. Shayk ha lavorato - tra gli altri - per Schiaparelli, Versace, Valentino, Miu Miu e Burberry fino al Met Gala, a Cannes e agli Academy Awards. Irina Shayk, nata il 6 gennaio 1986 ad Emanzelinsk, è stata il volto delle campagne delle principali maison di moda. Nella sua carriera è apparsa su oltre 150 copertine, 46 delle quali su Vogue , è tra le protagoniste del Calendario Pirelli 2026 e ha debuttato sul grande schermo come attrice al fianco di Dwayne Johnson nel film Hercules . [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46262490]] È lei dunque a prendere il posto di Pucci, che avrebbe dovuto co-condurre il festival nella serata di giovedì. Almeno prima che la sinistra sollevasse il polverone e lui, visto il clima e le minacce, fosse costretto a rinunciare all'invito. "Il mio lavoro è quello di far ridere la gente, da 35 anni, ma potrei dire da sempre!!! E da sempre ho portato sul palco usi e costumi del mio paese, beffeggiando gli aspetti caratteriali dell'uomo e della donna. Attraverso il mio lavoro ho raggiunto obiettivi e traguardi con l'intenzione di regalare sorrisi e portare leggerezza a chi è sempre venuto a vedere i miei spettacoli. Gli insulti, le minacce, gli epiteti e quant'altro ancora, ricevuti da me e dalla mia famiglia in questi giorni sono incomprensibili ed inaccettabili! Quest'onda mediatica negativa che mi ha coinvolto in occasione dell'annunciata partecipazione a SanRemo, una manifestazione così importante che appartiene al cuore del paese, altera il patto fondamentale che c'è tra me ed il pubblico, motivo per il quale ho deciso di fare un passo indietro in quanto i presupposti per esercitare la mia professione sono venuti a mancare", sono state le parole con cui il comico annunciava la decisione. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46270944]]

Milano-Cortina, la bandiera russa sul casco di Fischnaller: cosa c'è dietro

Milano-Cortina, la bandiera russa sul casco di Fischnaller: cosa c'è dietro

La bandiera russa sul casco di Roland Fischnaller ha scatenato una bufera alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. Un dettaglio che ha fatto discutere soprattutto alla luce di quanto accaduto a Vladyslav Heraskevych , atleta ucraino e portabandiera del suo Paese, a cui è stato invece vietato di gareggiare con un casco dedicato alle vittime della guerra. Da qui l’accusa di un doppio standard cavalcato dal Cio. Il caso nasce dal confronto tra due situazioni apparentemente simili ma trattate in modo opposto. A Heraskevych è stato impedito di indossare un casco con le immagini degli sportivi connazionali uccisi durante i quattro anni di conflitto seguito all’invasione russa. Fischnaller, al contrario, continua a scendere in pista con un casco decorato da diverse bandiere nazionali, tra cui anche quella della Russia. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46278502]] La polemica si è concentrata sul regolamento olimpico, che vieta l’esposizione di bandiere russe o bielorusse nelle sedi ufficiali dei Giochi, comprese quelle storiche . In molti si sono chiesti perché questo divieto non venga applicato anche allo snowboarder italiano. La spiegazione è arrivata direttamente dal Cio, che ha escluso qualsiasi valenza politica nel casco di Fischnaller. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46277567]] Secondo il Comitato Olimpico, infatti, quelle bandiere non rappresentano un messaggio legato all’attualità internazionale , ma un riferimento alla carriera dell’atleta altoatesino. Una scelta grafica che richiama i Paesi delle Olimpiadi a cui ha partecipato e che, proprio per questo, non viene considerata propaganda né una presa di posizione. Una motivazione che non ha però placato le critiche, soprattutto dopo il divieto imposto a Heraskevych, la cui iniziativa è stata invece ritenuta di natura politica. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46276391]]