A ottobre al Palazzo delle Esposizioni di Roma aprirà l’Esposizione digitale immersiva con racconti sulla storia dell’Istat e del Paese letto attraverso i suoi dati
Sfuma la messa alla prova ai servizi sociali per il numero 1 di Stellantis: erano previsti 10 mesi di tutoraggio dai padri Salesiani
Le gaffe “olimp(ion)iche” di Paolo Petrecca finiscono pure sul New York Times. Gli errori compiuti dal direttore di Rai sport, durante la diretta della cerimonia di apertura delle olimpiadi Milano Cortina 2026, hanno superato i confini italiani, già peraltro parecchio agitati. Il quotidiano statunitense ha messo in fila le gaffe di Petrecca in questo modo: […] L'articolo Le gaffe “olimp(ion)iche” di Paolo Petrecca finiscono pure sul New York Times proviene da Il Fatto Quotidiano .
(Adnkronos) - Quattro dei sei membri del comitato esecutivo hanno il mandato in scadenza nel 2027. Il criterio resta centrale per provare a ipotizzare la futura composizione del board
(Adnkronos) - Il regista nelle sale con 'Le cose non dette': "Mi piacerebbe girare una commedia romantica sofisticata"
Identificata l'autrice del massacro che poi si è tolta la vita. Il premier Mark Carney "devastato", e sospende la partenza per la conferenza per la Sicurezza di Monaco
Sequestrata la struttura. Il provvedimento del Gip arriva al termine di una indagine avviata a dicembre dai militari
Milano, 11 feb. (Adnkronos) - "Non ci sono prove. Per otto mesi il pubblico ministero ha voluto vedere in me il biondo con gli occhi azzurri, io vi dico: fermatevi, non è mai troppo tardi". Lo afferma, nelle sue brevi dichiarazioni spontanee, Dmitry 'Dima' Chirakadze, l'uomo con legami con funzionari e oligarchi russi arrestato nel giugno 2024 in un filone dell'inchiesta sulla fuga di Artem Uss. Il 55enne, condannato a tre anni e due mesi dal tribunale di Milano in quanto ritenuto il coordinatore della fuga di Uss, figlio di un oligarca vicino a Putin evaso dai domiciliari nel marzo 2023 mentre era in attesa di essere estradato negli Usa, continua a negare le accuse. "Ho passato due settimane in isolamento senza possibilità di aprire un libro, sono quasi diventato pazzo". La sentenza del processo d'appello è attesa per il prossimo 26 febbraio.
Cortocircuito totale sull'Ucraina nel Parlamento italiano. Non nella maggioranza, che vota la fiducia al decreto presentato dal governo. Ma in Futuro Nazionale e nel centrosinistra. Il generale Roberto Vannacci è uscito dalla Lega anche, così ha spiegato prima di fondare il suo movimento, per disaccordi sulla linea da tenere con Kiev. Addirittura aveva dato del "traditore" a Matteo Salvini . Ora però, alla prova del voto alla Camera, i deputati a lui vicini hanno annunciato il voto favorevole al decreto, con un malizioso escamotage politico. Si tratta, ha spiegato lo stesso Vannacci, di un "voto per collocarci a destra". "Fn vota a favore della fiducia perché questo voto non è nel merito del provvedimento sul quale rimaniamo contrari, ma serve per delimitare un perimetro politico funzionale a permettere ai partiti di scegliere dove collocarsi e un partito di destra come Futuro nazionale sa bene dove stare", le parole di Vannacci. "Infatti, ho sempre detto che non siamo uno strumento della sinistra che vuole destabilizzare la nazione , a differenza di quanto viene sostenuto da alcuni e lo dimostriamo nei fatti", aggiunge l' europarlamentare , ormai ex leghista. "Manterremo i nostri ordini del giorno che contengono l'impegno a interrompere le forniture di armi, a favore dell'esercito di Zelensky e voteremo, altresì, contro nel voto finale - sottolinea -. Non ci prestiamo ai giochini di chi vorrebbe addossarci l'etichetta di essere insieme ai Bonelli, Fratoianni, Renzi, Conte e Schlein di turno, ma, al contempo, non rinunciamo alla nostra identità". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46253439]] Il cortocircuito è legato al fatto che nel centrosinistra c'è stata la fuga da un voto simil-vannacciano, con il dilemma seguente: non possiamo votare la fiducia, ma rischiamo di votare come Futuro nazionale. Dunque che fare? Nessun problema, ci ha pensato il Generale con la sua "ritirata strategica" a togliere le castagne del fuoco ad Alleanza Verdi Sinistra , grillini e compagni vari. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46267985]] "Apprendiamo che si intende fondare un partito contro il governo di centrodestra perché accusato di sostenere l'Ucraina, salvo, alla prima prova parlamentare, votare la fiducia allo stesso governo per cui si è detto fosse necessario un nuovo partito, proprio sull'invio di aiuti all'Ucraina. Più che davanti al futurismo marinettiano annunciato, siamo davanti al trasformismo giolittiano certificato", è il commento caustico del capogruppo leghista a Montecitorio Riccardo Molinari sul conto del suo ex vicesegretario federale. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46274187]] Il funambolo Riccardo Magi , di +Europa , si supera invece parlando di "putiniani che entrano in maggioranza" accusando il governo di un "giochetto" sulla fiducia come via d'uscita per Futuro nazionale: "In pratica, hanno lasciato una porta aperta all'ingresso dei putiniani in maggioranza, altro che dimostrazione di maggiore responsabilità come ha detto ieri Crosetto . Un fatto inedito, visto che da oggi in maggioranza c'è chi si distingue e vota contro al sostegno all'Ucraina, che è un tema cruciale per la politica estera di un Paese. Un colpo alla credibilità internazionale dell'Italia e una crepa nella tenuta del governo Meloni, visto che ora Salvini farà la gara a essere più vannacciano di Vannacci stesso, con tutto ciò che comporta". E' proprio il caso di dirlo: per chi usa Kiev come arma di propaganda elettorale , vale tutto.
L'attrice australiana, impegnata nella promozione di Cime tempestose, ha ricordato un aneddoto degli inizi della sua carriera che l'ha segnata profondamente
Cristian con Luciano a Roma per due stagioni prima di volare all’Inter nel 2007. Dalle difficoltà ambientali alle vittorie insieme e ora l'inedita sfida in panchina
(Agenzia Vista) Roma, 11 febbraio 2026 La video dichiarazione della senatrice di Fratelli d'Italia Simona Petrucci. Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
Giovedì 12 febbraio, i Ventisette leader Ue voleranno in Belgio per un ritiro informale sulla competitività convocato dal presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, che per l’occasione ha invitato anche Mario Draghi ed Enrico Letta