La Procura di Milano mette sotto controllo giudiziario Foodinho-Glovo: “Caporalato, salari sotto la soglia di povertà”

La Procura di Milano mette sotto controllo giudiziario Foodinho-Glovo: “Caporalato, salari sotto la soglia di povertà”

Il pm di Milano Paolo Storari ha disposto in via d’urgenza il controllo giudiziario per caporalato per Foodinho, la società di delivery del colosso spagnolo Glovo. Secondo gli accertamenti, ai rider, 40mila impiegati in tutta Italia, sono state corrisposte paghe “sotto la soglia di povertà” e ci sarebbe dunque uno sfruttamento del lavoro. L'articolo La Procura di Milano mette sotto controllo giudiziario Foodinho-Glovo: “Caporalato, salari sotto la soglia di povertà” proviene da Il Fatto Quotidiano .

Jeffrey Epstein, lo scandalo non affonda Trump ma i progressisti

Jeffrey Epstein, lo scandalo non affonda Trump ma i progressisti

Gli Epstein files avrebbero dovuto costituire la prova delle nefandezze commesse da Donald Trump e in genere dai più controversi personaggi della destra globale. Era questo il sottinteso, nemmeno troppo velato, della campagna mediatica lanciata dai media mainstream, gli stessi che, spiazzati dalla vittoria del tycoon alle elezioni di un anno e mezzo fa, pensavano di potersi sbarazzare di lui per via giudiziaria. L’insistenza sulla pubblicazione dei files non aveva altro scopo. Fino a quando, con l’Epstein Files Transparency Act firmato da Trump nel novembre scorso buona parte dei documenti sono stati finalmente desecretati. Le attese non sono andate deluse: in quelle migliaia e migliaia di email, foto, documenti, tutti maniacalmente catalogati a scopo di ricatto, ad emergere è la rete tentacolare dei rapporti del “faccendiere pedofilo”, che praticamente era in contatto con l’intero establishment mondiale. Non tutti questi rapporti delineano comportamenti e azioni delittuose, ma tutti testimoniano il ruolo centrale avuto dal finanziere. Nel contempo però sono anche emerse le prove di rapporti che andavano oltre la mera conoscenza ma di vera e propria complicità fra Epstein e alcuni dei suoi sodali, coinvolti più o meno direttamente, e più o meno inequivocabilmente, nel traffico di minorenni, abusi sessuali, feste e orge organizzate nelle sue dimore. Una vera e propria deflagazione che ha già messo in crisi governi, offuscato l’immagine di personaggi noti, messo fine a carriere. Tutto previsto, ma con un esito diverso da quello immaginato o augurato dai suddetti media: come un boomerang che torna indietro e colpisce chi ha insistito a che fosse lanciato, non Trump ma un for fiore di leader progressisti e è risultata colpita. I colpi più duri i files li hanno per ora assestati al governo laburista inglese di Keir Starmer, già ammaccato di suo per la non brillante gestione dell’economia e della società ed ora infangato per la nomina di Peter Mandelson ad ambasciatore negli Stati Uniti. Proprio quel Mendelson che i files documentano in intimi rapporti col finanziere morto suicida, a cui avrebbe addirittura passato informazioni riservate quando era ministro. Per ora, a dimettersi è stato Morgan McSweeney, il capo dello staff di Starmer, ma non è detto che lo scandalo non si allarghi fino a costringere alle dimissioni il governo. D’altronde, dalla vicenda ne esce fortemente delegittimata la stessa monarchia inglese per il coinvolgimento pesante nel giro di Epstein del principe Andrea. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46162487]] Spostandoci in Francia, a cadere è niente meno che Jack Lang, una delle figure più rappresentative della sinistra, apprezzato ministro della cultura ai tempi di Mitterandd e fino a poche ore fa presidente dell’Istituto per il mondo arabo. Nel suo caso, Epstein lo avrebbe coinvolto, insieme alla figlia Caroline, in una serie di crimini finanziari, riciclaggio di denaro, frodi fiscali. Spostandoci in America, c’è attesa per la testimonanza al congresso, il 26 e 27 febbraio prossimi, di Bill e Hillary Clinton (che in un primo tempo si erano rifiutati e rischiavano l’incriminazione per oltraggio). I Clinton erano in stretti rapporti con Epstein, che aveva fatto visita all’ex presidente per ben 17 volte durante il suo mandato. Senza contare che in alcune foto Bill era stato ritratto con ragazze molto giovani. Insomma, gli sviluppi del caso sembrano confermare il detto popolare: “il piffero di montagna va per suonare e rimane suonato”. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46188179]]

Il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò, commenta dalla Dolomiti Lounge di Cortina i primi risultati dell'Italia alle Olimpiadi invernali.

Il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò, commenta dalla Dolomiti Lounge di Cortina i primi risultati dell'Italia alle Olimpiadi invernali.

Cortina, 8 feb. (askanews) – Il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò, commenta dalla Dolomiti Lounge di Cortina i primi risultati dell’Italia alle Olimpiadi invernali. «Queste sono le Olimpiadi: prendi medaglie che non immagini e ne perdi alcune […] L'articolo Giovanni Malagò: «Alle Olimpiadi prendi medaglie inattese e ne perdi di previste» sembra essere il primo su iO Donna .

Lancia al Racing Meeting, tra piani sportivi e programmi 2026. L’AD Zerbi: “Per noi il rally è coerenza”

Lancia al Racing Meeting, tra piani sportivi e programmi 2026. L’AD Zerbi: “Per noi il rally è coerenza”

Lo scorso week end alla Fiera di Vicenza, il Racing Meeting ha confermato la propria centralità come principale appuntamento fieristico italiano dedicato al motorsport. L’evento ideato e organizzato da Miki Biasion è oggi un luogo di sintesi dove heritage, presente e visione futura delle competizioni dialogano in modo concreto. Ed è proprio in questo contesto […] L'articolo Lancia al Racing Meeting, tra piani sportivi e programmi 2026. L’AD Zerbi: “Per noi il rally è coerenza” proviene da Il Fatto Quotidiano .