Dopo gli alberi pure i lampioni: il pericolo arriva ancora dall'alto

Dopo gli alberi pure i lampioni: il pericolo arriva ancora dall'alto

Dopo gli alberi , i lampioni . Nella Capitale il pericolo arriva dall'alto e muoversi senza avere il timore che qualcosa venga giù da un momento all'altro è diventato praticamente impossibile. Il fatto risale a giovedì scorso. In via Nazionale , una delle arterie stradali più percorse della città, un lampione ha ceduto e ha iniziato a inclinarsi. È successo nel tardo pomeriggio, quando romani e turisti erano ancora in movimento. La sorte ha voluto che in quel momento a passare in quel punto fosse un uomo "con le spalle larghe" , capace di intervenire con un tempismo perfetto e di sostenere il peso del palo fino all'arrivo dei rinforzi. Il rischio, inutile dirlo, era che nessuno si accorgesse dei primi scricchiolii e che il lampione si schiantasse travolgendo cose o, nel caso peggiore, persone. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da WeAre Roma™ (@weare.roma) Il video della scena ha fatto il giro della rete, attirando i commenti più disparati. Un utente, per esempio, ha scritto: «Stiamo letteralmente cadendo a pezzi. Grazie a Spiderman che ha evitato il peggio». Più sferzante l'osservazione di una cittadina, che ha digitato: «Che amarezza! Tra buche, alberi e pali non sappiamo più dove dover guardare mentre camminiamo». Questo episodio, in effetti, rinfocola la polemica sulla manutenzione del verde pubblico , scoppiata nei giorni scorsi per la caduta dei pini in via dei Fori Imperiali . La sensazione diffusa è che Roma sia allergica a prevenire e preferisca curare. Quando le conseguenze delle azioni tardive sono sotto gli occhi di tutti. Anche se gli occhi ormai, è bene puntarli verso l'alto.

Hong Kong: Jimmy Lai condannato a 20 anni per collusione e sedizione

Hong Kong: Jimmy Lai condannato a 20 anni per collusione e sedizione

Hong Kong, 9 feb. (Adnkronos/Afp) - Il magnate dei media pro-democrazia di Hong Kong Jimmy Lai è stato condannato a 20 anni di carcere per collusione e sedizione, segnando la fine di un importante processo sulla sicurezza nazionale che aveva suscitato condanne a livello internazionale. "Dopo aver considerato la grave e seria condotta criminale di Lai, la Corte ha ritenuto che la pena totale per Lai nel presente caso dovesse essere di 20 anni di reclusione", si legge in un documento riassuntivo dei giudici. Due di questi anni si sovrapporranno alla pena detentiva già in vigore per Lai, il che significa che dovrà scontare altri 18 anni, hanno scritto i giudici. Il capo dell'esecutivo di Hong Kong, John Lee, ha dichiarato che la condanna di Lai è stata "profondamente gratificante". "I crimini di Jimmy Lai sono efferati e malvagi all'estremo. La sua pesante condanna a 20 anni di carcere è una dimostrazione dello stato di diritto, sostiene la giustizia ed è profondamente gratificante", ha affermato in una dichiarazione. La famiglia del magnate dei media pro-democrazia di Hong Kong ha commentato che la sua condanna a 20 anni di carcere ai sensi della legge sulla sicurezza nazionale è stata "draconiana" e "crudele". "Condannare mio padre a questa pena detentiva draconiana è devastante per la nostra famiglia e mette a repentaglio la sua vita", ha affermato il figlio di Lai, Sebastien, in una dichiarazione della famiglia. La figlia Claire l'ha definita "una sentenza straziante e crudele", dato il peggioramento della sua salute in prigione, e se verrà eseguita, "morirà da martire dietro le sbarre".

Le critiche degli atleti, i buu a Vance: coraggio c’è un’altra America (e un’altra Italia)

Le critiche degli atleti, i buu a Vance: coraggio c’è un’altra America (e un’altra Italia)

La spedizione milanese del vice di Trump, benedetta da Meloni, si è trasformata in una débâcle mediatica: dalle prese di posizione dei nazionali statunitensi sull’operato della Casa Bianca alle contestazioni di San Siro contrapposte agli applausi per Mattarella, Canada, Ucraina L'articolo Le critiche degli atleti, i buu a Vance: coraggio c’è un’altra America (e un’altra Italia) proviene da Linkiesta.it .

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