Mamone: Progetti eolico presentati centrano obiettivi produzione

Mamone: Progetti eolico presentati centrano obiettivi produzione

Roma, 11 feb. (askanews) - "Il Decreto Fer 2, nato nel 2024, introduce aste incentivanti per l'eolico offshore fino al 2028, i progetti presentati sono ad oggi 132, di cui 26 ora in fase avanzata e 4 che hanno superato la valutazione di impatto ambientale. Con i soli 4 progetti siamo in grado di superare gli obiettivi del Pniec al 2030 (con 2,1 GW) e con i restanti 22 progetti possiamo raggiungere obiettivi al 2050 per ulteriori 15 GW, che vale circa l'8% di produzione elettrica ed è un tassello della decarbonizzazione e del mix energetico. Riguardo i quattro progetti, due sono a fondazione fissa, a Ravenna e Rimini, e sfruttano la tecnologia consolidata sviluppata nei mari del nord. Si trovano a 12 miglia dalla costa, gli altri due sono a largo di Trapani e tra Barletta a Bari, questi galleggianti e saranno la tecnologia del futuro. Non nascondo comunque la preoccupazione tra gli addetti ai lavori per la lentezza dei processi e per il fatto che le aziende stanno già spendendo milioni in oneri istruttori per valutare l'impatto ambientale, ferme in una burocrazia che però deve velocizzarsi a vantaggio di un Paese che cerca maggiore indipendenza energetica. Con maggiore agilità potremmo già impiegare i lavoratori fermi del siderurgico e creare 11.400 posti di lavoro in 5 anni. Pensate poi che 3,8 gigawatt di eolico, che siamo già pronti a generare, costeranno agli italiani un euro al mese a partire dal 2031. Le potenzialità sono evidenti". Lo ha detto Fulvio Mamone Capria, Presidente di Aero, a L'Economista, format di Urania Tv.

Crans-Montana, spuntano foto mai viste prime: ecco il locale subito dopo la strage

Crans-Montana, spuntano foto mai viste prime: ecco il locale subito dopo la strage

Immagini mai viste prima e che rivelano tutta la drammaticità di quando accaduto nella notte di Capodanno a Crans-Montana , quando nel locale Le Constellation sono morte 40 persone e una è deceduta in ospedale settimane dopo. L'Ansa mostra così l'interno del disco-bar. Nelle immagini si vedono gli arredi gravemente danneggiati, il soffitto distrutto e i resti della festa trasformata in tragedia. Insomma, tutta la drammaticità dell'incendio documentata da un servizio fotografico realizzato dalla polizia cantonale del Vallese il primo gennaio, dopo poche ore dalla strage. Tra gli scatti, raccolti in un dossier che figura tra i documenti dell'inchiesta, c'è anche un'immagine di dettaglio del chiavistello con cui era stata chiusa la porta di sicurezza che ha impedito la fuga di alcuni clienti, ritrovati morti davanti all'uscita. Intanto secondo Jacques Moretti il suo era un locale sicuro e, se non lo era, la responsabilità è del Comune o di qualcun altro. La tesi difensiva del proprietario del discobar andato a fuoco la notte di Capodanno non cambia nemmeno nell'interrogario di oggi davanti ai procuratori che indagano sulla strage e a una platea di oltre 50 avvocati delle parti civili. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46305396]] Nel frattempo l'inchiesta si muove anche in Italia, dove il pm Stefano Opilio, titolare del fascicolo per disastro colposo, omicidio plurimo colposo, e lesioni aggravate, ha disposto il sequestro probatorio dei telefoni di tutti i ragazzi italiani che hanno perso la vita o sono rimasti feriti nella tragedia ritenendo che le immagini e le chat possano restituire elementi rilevanti nella ricostruzione del rogo. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46305397]]

Il prof. Vannacci: vota la fiducia a Meloni, ma poi deve spiegare alla sua base le "regole parlamentari"

Il prof. Vannacci: vota la fiducia a Meloni, ma poi deve spiegare alla sua base le "regole parlamentari"

"La verità sul voto dei vannacciani di oggi", è il titolo di un reel postato in serata dagli account social di Roberto Vannacci. Uno dei suoi fedelissimi, l'influencer Roberto Giusti, interviene in un video postato in collaborazione con la pagina ufficiale del generale per spiegare alla base di Futuro Nazionale la scelta di oggi alla Camera, che evidentemente per alcuni non è stata chiara come si sperava. I deputati entrati nel nuovo soggetto politico hanno votato no al decreto per l'invio delle armi in Ucraina, ma sì alla fiducia al governo Meloni. Una mossa considerata troppo debole da chi si trova ancora più a destra del generale e che deve aver confuso qualche "vannacciano". Giusti inizia quindi attaccando i "mezzi politici che contestano Vannacci", che raccontano frottole a chi ignora "le regole parlamentari". A questo punto, dopo una sigla musicale ammiccante, che ricorda un po' quella con cui Fabrizio Corona apre le sue puntate di Falsissimo, l'influencer sale in cattedra e spiega: "I vannacciani hanno votato sì alla fiducia al governo, e hanno votato no al decreto Ucraina. Attenzione: è così difficile da capire? Si tratta di due voti distinti" , aggiungendo un "ma non ve lo dicono", che ci sta sempre bene. "I vannacciani hanno detto sì alla stabilità del governo, no all'invio di nuovi armamenti. Non è una contraddizione, è una scelta politica chiara. Così Giusti cerca di giustificare il voto di oggi al popolo del generale, a cui rivolge in conclusione un appello alla responsabilità e alla prudenza: "Informatevi prima di indignarvi". Tra i più accesi critici del generale in queste ore c'è Marco Rizzo, leader di Democrazia Sovrana e popolare, formazione rossobruna contraria all'invio di armi a Kyiv, che mesi fa aveva corteggiato il generale, sperando in un suo ingresso nel partito. ma che oggi sui social lo attacca: "Siamo alle comiche. Se si dice (giustamente) di essere contro l’invio delle armi in Ucraina, quando il governo mette su questo tema la fiducia, si vota contro (la fiducia). Cosa che non fanno i suoi tre deputati, che votano addirittura a favore. Spiace davvero. Non si possono prendere in giro gli Italiani". Così, un generale uscito dalla Lega per collocarsi più a destra del governo Meloni, si trova già a dover respingere critiche da destra per aver avuto un atteggiamento troppo... moderato.