Morta a 85 anni Patrizia De Blanck, la contessa fuori dagli schemi
A dare l'annuncio la figlia Giada con un post su Instagram
A dare l'annuncio la figlia Giada con un post su Instagram
Kiev denuncia: offensiva su edifici residenziali e auto civili
I raggi di sole come lame negli occhi, mal di testa potente, formicolio alla lingua. L'attrice (Sicilia Express, I Cesaroni) racconta la malattia
Dormire bene può fare la differenza tra un podio e una gara sottotono. Lo sanno bene gli atleti che in questi giorni si giocano una medaglia alle Olimpiadi di Milano-Cortina
La contessa Patrizia De Blanck ospite a "Oggi è un altro giorno" insieme alla figlia, Giada: "Sono sempre stata una ribelle, mia madre entrò in competizione con me"
Morta Patrizia De Blanck a 85 anni dopo una malattia affrontata nel riserbo. La figlia Giada annuncia la scomparsa: “Con lei si chiude un’epoca di eleganza e autenticità”. Continua a leggere
È un'assoluta novità in Italia. Si chiama fotobiostimolazione endovenosa, l'ultimo ritrovato della medicina ormetica che utilizza una luce laser a bassa intensità veicolata nel sangue per ottimizzare le performance del corpo e migliorare il glow della pelle
I prodotti ultraprocessati andrebbero regolamentati nella comunicazione al pubblico, esattamente come avviene per il tabacco: a sostenerlo è un gruppo di ricercatori universitari
Idee, spunti e complementi che attingono da una palette ponderata e sofisticata per conferire calore, eleganza e modernità agli ambienti da abitare
Il professor Cristian Ripoli, vincitore del Mid Career Award 2025 di Airalzh e Fondazione Armenise Harvard, ci racconta un cambio di paradigma nella ricerca sull’Alzheimer: non colpire solo le cause molecolari della malattia ma proteggere e ripristinare direttamente la funzione delle sinapsi, per rendere il cervello più resiliente al declino cognitivo
Nel secondo tempo della partita contro la Fiorentina si è rivisto in campo: non giocava dalla trasferta contro la Roma in Coppa Italia
António José Seguro, candidato del Partito Socialista, ottiene una vittoria schiacciante alle elezioni presidenziali portoghesi con circa il 66-67 % dei voti, sconfiggendo il leader di estrema destra André Ventura
Molte delle categorie con cui abbiamo interpretato il mondo negli ultimi trent’anni stanno scomparendo o si stanno radicalmente trasformando. L’idea di un ordine globale stabile, la fiducia nelle i... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti
L'emozione di Rizzo: "Indescrivibile", l'entusiasmo azzurro. Manca l'acuto dell'oro, ma un argento e cinque bronzi permettono all'Italia Team di procedere a vele spiegate nel medagliere
By Jessie Pang and James PomfretHONG KONG, Feb 9 (Reuters) - Hong Kong’s High Court on Monday sentenced media tycoon and China critic Jimmy Lai to 20 years in jail for tw… Leggi
In una lunga intervista, Novak Djokovic ha espresso un giudizio netto sul presente e sul futuro del tennis maschile, riconoscendo il talento di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz ma ponendo un netto confine rispetto all'era dei Big Three.Il serbo, 38 anni e ancora competitivo ai massimi livelli (reduce da exploit come la semifinale o finale all'Australian Open 2026), ha definito Sinner e Alcaraz "giocatori fantastici, davvero eccezionali". Ha aggiunto: "Sono sicuro che domineranno il tennis per molti anni. Li vedremo per tanto tempo al vertice". Ha elogiato le loro qualità, il tennis spettacolare e la capacità di attrarre nuovo pubblico, riconoscendo che rappresentano il futuro dello sport.Tuttavia, Djokovic ha tracciato una linea netta: "Dal mio punto di vista Federer e Nadal sono insostituibili". Ha spiegato che, con il ritiro di Roger Federer (2022) e l'addio (o semi-ritiro) di Rafael Nadal, "una parte di me ha lasciato il tennis". Per Nole, i due rivali storici non sono solo colleghi o avversari: incarnano un'era irripetibile, fatta di rivalità epiche, emozioni uniche e un impatto globale che va oltre i numeri. "Una parte di me è rimasta con loro", ha confessato in tono quasi commosso, sottolineando un legame emotivo profondo nato da anni di sfide dirette.Il messaggio è chiaro: pur stimando enormemente i giovani (Sinner n.1 del mondo e Alcaraz plurivincitore Slam nel 2025-26), Djokovic non li vede come eredi diretti in grado di replicare la magia del trio Federer-Nadal-Djokovic. Non si tratta di sminuire i due talenti under-23, ma di rimarcare l'unicità di un'epoca d'oro che ha segnato il tennis per oltre due decenni.