Crans-Montana, i feriti e l'orrore: la notte di Capodanno… cosa sta emergendo

Crans-Montana, i feriti e l'orrore: la notte di Capodanno… cosa sta emergendo

L’inchiesta sull’incendio devastante al bar Le Constellation nella notte di Capodanno si allarga pericolosamente verso le autorità locali. Il bilancio è tragico: 41 morti, tra cui diversi giovanissimi e almeno sei italiani, e oltre 115 feriti, molti con ustioni gravi e intossicazioni da fumi tossici che hanno lasciato segni indelebili. L’avvocato milanese Fabrizio Ventimiglia, che rappresenta i familiari di Sofia Donadio – una delle sopravvissute più gravi –, ha depositato un’istanza alla Procura di Sion per indagare non solo sui proprietari Jacques e Jessica Moretti (indagati per omicidio colposo plurimo, lesioni e incendio colposo), ma soprattutto sul Comune di Crans-Montana e sul Canton Vallese. "Quei ragazzi feriti sono rimasti seminudi sul marciapiede con la pelle che si staccava per le ustioni, avvelenati dalle inalazioni tossiche, senza bombole di ossigeno né coperte termiche a una temperatura sottozero. È una vergogna sulla quale bisogna indagare. Emergono chiare responsabilità del Comune e del Cantone", ha dichiarato Ventimiglia con tono acceso, fumando nervosamente davanti alla Hes-So di Sion.Secondo il legale, la gestione dei soccorsi è stata "deficitaria" e ha aggravato le lesioni: "La nostra assistita ha ricevuto le prime cure specialistiche solo molte ore dopo a Losanna; le sostanze tossiche inalate sono rimaste a lungo nei polmoni rendendo ancora più critica la situazione, così come le ustioni sono state adeguatamente trattate solo nel pomeriggio del 1° gennaio e hanno quindi potuto continuare ad agire, aggravando i danni al tessuto cutaneo". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46234950]] Ventimiglia pone domande scomode: "Come è possibile che una località così rinomata nel mondo non fosse attrezzata per gestire emergenze in un periodo come Capodanno con migliaia di turisti? Come è possibile che mancassero i primi presidi medici, le coperte termiche, le bombole di ossigeno, le ambulanze?".Negli ultimi giorni a Sion sono stati interrogati per ore il responsabile sicurezza attuale Christophe Balet e il predecessore Ken Jacquemoud (entrambi indagati). Jacquemoud ha ammesso che un cambio di sistema informatico ha cancellato tutti i dati sui controlli passati senza backup, costringendo a ripartire manualmente ma "non c’era personale a sufficienza. Lo abbiamo chiesto al Comune inutilmente. E il sindaco sapeva". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46264746]]

Assalto al portavalori sulla Brindisi-Lecce, caccia al commando. Due fermi

Assalto al portavalori sulla Brindisi-Lecce, caccia al commando. Due fermi

AGI - È caccia ai banditi che ieri sulla superstrada Brindisi–Lecce , all’altezza dello svincolo di Tuturano, hanno assaltato un furgone portavalori . Il blitz è scattato con l’incendio di un mezzo pesante , utilizzato per bloccare entrambe le carreggiate e isolare la zona. Le fiamme hanno avvolto il camion, sprigionando una densa colonna di fumo nero visibile a chilometri di distanza. Il commando armato era composto da almeno quattro persone, giunte sulla Statale a bordo di un'auto di colore blu, un' Alfa Romeo con lampeggiante esterno . I banditi hanno finto di essere agenti di scorta per confondere le acque e trarre in inganno i vigilantes . Non indossavano divise ed avevano i volti coperti. Hanno fatto scendere le guardie giurate dal mezzo e poi hanno provato a farlo saltare in aria. Fermati due presunti componenti del commando Ieri due persone, presunti componenti della banda, sono state fermate dai carabinieri del comando provinciale di Lecce coordinati dal colonnello Andrea Siazzu. I due sono stati individuati in territorio del nord Salento , dove da subito si sono concentrate le ricerche dei militari . Durante le fasi della cattura, uno dei militari dell'Arma dei carabinieri è rimasto lievemente ferito in seguito a una colluttazione ed è stato condotto in ospedale per accertamenti. I due fermati non hanno risposto alle domande degli inquirenti. Al termine degli accertamenti e dei riscontri, i militari dell'Arma hanno proceduto al fermo di indiziato di delitto nei confronti dei due componenti di un commando composto da almeno otto persone più fiancheggiatori esterni. I due, di 62 e 38 anni, sono ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di tentato omicidio , rapina pluriaggravata , porto e detenzione di armi da guerra , armi comuni e materiale esplodente, resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. Posti di blocco e ricerche in corso Numerosi i posti di blocco nei centri abitati dei comuni del Leccese e del Brindisino istituiti nella giornata di ieri con controlli mirati di carabinieri e polizia di entrambe le province alla ricerca dei fuggitivi .