Pecoraro Scanio: "4 anni dopo attuare norma Ambiente in Costituzione"

Pecoraro Scanio: "4 anni dopo attuare norma Ambiente in Costituzione"

Roma, 11 feb. (askanews) - A quattro anni dalla storica modifica degli articoli 9 e 41 della Costituzione della Repubblica Italiana (l'11 febbraio 2022), che ha introdotto la tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi tra i principi fondamentali della Repubblica e ha subordinato l'iniziativa economica privata al rispetto della salute e dell'ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ex ministro dell'Ambiente, e Gianfranco Amendola, magistrato ambientalista, lanciano un appello alle istituzioni nazionali e territoriali per una piena e concreta attuazione della riforma costituzionale del 2022. "La riforma degli articoli 9 e 41 - dichiarano Pecoraro Scanio e Amendola - ha rappresentato un passaggio storico: per la prima volta la tutela dell'ambiente e delle future generazioni è entrata nel cuore della Carta costituzionale. Ora occorre tradurre quei principi in scelte legislative, amministrative e giudiziarie coerenti, capaci di incidere realmente sulle politiche pubbliche e sull'attività economica." Secondo i promotori dell'appello, la riforma costituzionale deve diventare un parametro concreto per: la pianificazione territoriale e urbanistica; le politiche energetiche e industriali; la tutela della salute pubblica; la prevenzione dei rischi climatici e ambientali; la responsabilità sociale e ambientale delle imprese. "Chiediamo - proseguono - che Comuni e Regioni inseriscano esplicitamente nei propri Statuti il diritto all'ambiente, la tutela della biodiversità e la protezione delle future generazioni, rafforzando il principio di sviluppo sostenibile come criterio guida dell'azione amministrativa. Gli enti territoriali sono il primo presidio della legalità ambientale." Pecoraro Scanio e Amendola sottolineano inoltre come la riforma costituzionale debba orientare anche l'interpretazione delle norme vigenti e l'azione della magistratura, alla luce del nuovo equilibrio tra libertà d'impresa e tutela dell'ambiente, oggi espressamente sancito dalla Carta. "In un contesto segnato dalla crisi climatica, dall'aumento degli eventi estremi e dal consumo di suolo, il diritto all'ambiente non è un principio astratto, ma una garanzia concreta per i cittadini e per le generazioni future. La Costituzione ci indica una direzione chiara: ora spetta alla politica, alle amministrazioni e al sistema produttivo attuarla con coerenza e responsabilità". L'appello si inserisce in un percorso di impegno istituzionale e culturale volto a rafforzare la centralità della tutela ambientale come pilastro della democrazia costituzionale italiana.

Ucraina, quattro morti tra cui tre bambini in un attacco russo

Ucraina, quattro morti tra cui tre bambini in un attacco russo

Roma, 11 feb. (askanews) - Nelle immagini pubblicate dai servizi d'emergenza ucraini si vedono i soccorritori al lavoro dopo un attacco russo con drone su Bogodukhiv, città al confine con la Russia, nella regione di Kharkiv. Sono rimasti uccisi tre bambini e un adulto, ha annunciato il capo dell'amministrazione militare locale, Oleg Synegubov. "Due bambini di un anno e una bambina di 2 anni sono morti" in questo attacco, che ha colpito una casa nella località di Bogodukhiv, vicino al confine russo, ha riferito. È stato ucciso anche un uomo di 34 anni che si trovava con i bambini. Synegubov ha indicato anche che una donna incinta di 35 anni è stata ferita. Secondo un rapporto di Hrmmu, Missione di monitoraggio dei diritti umani dell'Onu in Ucraina, pubblicato il mese scorso, gennaio, quasi 15.000 civili ucraini sono stati uccisi e 40.600 sono rimasti feriti dall'inizio dell'invasione russa del 24 febbraio 2022. Secondo il rapporto, il 2025 è stato l'anno più mortale dopo il 2022, con oltre 2.500 civili uccisi.

Tumori, Pellacani (Sidemast): "Per tatuaggi consenso informato diventa obbligatorio"

Tumori, Pellacani (Sidemast): "Per tatuaggi consenso informato diventa obbligatorio"

Roma, 11 feb. (Adnkronos Salute) - "I tatuaggi non causano il melanoma. Tuttavia, un tatuaggio molto esteso o particolarmente coprente può mascherare la comparsa di un melanoma o la modificazione di un neo, rendendo più difficile una diagnosi precoce". Lo afferma all'Adnkronos Salute Giovanni Pellacani, presidente della Sidemast (Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse), commentando il Ddl per la prevenzione del melanoma approvato in Senato il 27 gennaio scorso, che dedica particolare attenzione al tema dei tattoo. Il testo è ora alla Camera per l'approvazione definitiva. Il provvedimento, spiega Pellacani, "sottolinea i rischi legati ai tatuaggi: i nei non vanno mai tatuati; vanno preferiti disegni a linee sottili rispetto a tatuaggi colorati e molto coprenti. Inoltre, il Ddl prevede l'obbligo di consenso informato per i tatuaggi, con l'obiettivo di garantire che il cliente sia pienamente consapevole dei rischi e delle procedure legate al tatuaggio, di tutelare il professionista tatuatore e di contribuire, indirettamente, alla prevenzione del melanoma". Il riferimento normativo è l'articolo 3 del Ddl sul melanoma (1531-B del 2026). "Il consenso informato esisteva già ed è una pratica adottata dai tatuatori professionisti, che lo richiedono ai pazienti - precisa Pellacani - La modifica introdotta dal Ddl lo rende obbligatorio, lo prevede in forma scritta e impone al tatuatore l'obbligo di spiegare in modo chiaro i rischi e le possibili conseguenze del tatuaggio, anche in relazione al melanoma". Alla luce di queste indicazioni, il presidente Sidemast ribadisce quali siano i comportamenti più corretti da adottare. "Il consiglio da dare a chi si sottopone a un tatuaggio e agli stessi tatuatori è che chi ha molti nei eviti di coprirli e preferisca disegni sottili piuttosto che tatuaggi che coprono ampie aree della pelle. In questo modo, eventuali cambiamenti della pelle possono essere individuati più facilmente e senza ritardi. Se dovesse comparire un melanoma, il paziente o il medico sarebbero in grado di identificarlo in una fase precoce".

Venezia adotta il delfino Nane, nasce un progetto per monitorarlo

Venezia adotta il delfino Nane, nasce un progetto per monitorarlo

A Venezia calano i residenti, ma aumentano i pesci: cefali, seppie, branzini. E poi c'è lui, il più famoso di tutti, quel giovane delfino che dalla scorsa estate è venuto ad abitare nel bacino di San Marco. Sembra si sia davvero innamorato della città e la città lo ha adottato, attraverso un progetto promosso dall'istituto di biomedicina dell'Università di Padova e dagli scienziati del Museo di Storia Naturale e della Fondazione Musei Civici di Venezia.